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6 mag 2021

Il Pd regionale invoca trasparenza sui social. Poi lascia Aria senza controllore

Post del consigliere Bussolati: Gallera non può guidare la commissione sulla centrale acquisti. Ma i Dem non eleggono il loro revisore

6 mag 2021
giambattista anastasio
Politica
Pietro Bussolati
Pietro Bussolati, consigliere regionale Pd
Pietro Bussolati
Pietro Bussolati, consigliere regionale Pd

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Milano -  Fa sorridere il post pubblicato mercoledì da Pietro Bussolati sulla propria pagina Facebook e condiviso qualche ora più tardi dal Pd lombardo sullo stesso social, persino con una grafica più graffiante. In quel post il consigliere regionale dei Dem si stracciava le vesti per l’elezione di Giulio Gallera alla presidenza della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, competente anche sulle società regionali. A detta di Bussolati e del Pd lombardo, la scelta di Gallera rappresenta un attentato alla trasparenza con la quale deve operare ogni Commissione, e quella in particolare. Infatti tra le società che la Commissione dovrà monitorare c’è anche Aria Spa, la centrale acquisti della Regione Lombardia. Ad impedire a Gallera di operare con trasparenza sarebbe, secondo Bussolati e il Pd, il suo recentissimo passato da assessore regionale alla Sanità (Welfare). 

Un allarme non da poco, per chi lo condivida, se si considerano la qualità e la quantità dei rilievi mossi neanche un mese fa dalla Corte dei Conti all’organizzazione e all’operato di Aria, anche sul fronte delle procedure e delle spese per l’acquisto di beni e prodotti per la sanità. "La destra lombarda – tuona allora Bussolati su Facebook – ha eletto Gallera a presidente della Commissione Bilancio e Partecipate, affidando il compito di vigilare sull’operato delle partecipate regionali a chi ha avuto un rapporto stretto con le stesse nei suoi 5 anni da assessore, prima e durante la pandemia. È evidente che manchino le garanzie per un lavoro trasparente nell’interesse dei lombardi. La maggioranza di destra ricicla Gallera dopo averlo silurato, nonostante i suoi disastri pagati da tutti i lombardi, e nonostante una posizione di palese 'compromissione' con le aziende che dovrebbe controllare". 

Il tutto reso involontariamente più comico dall’hashtag: “occhi aperti“, scritto tutto attaccato, nel post, come da disciplina social. Che c’è di comico? C’è che Bussolati e il Pd lombardo, soltanto il giorno precedente a quello in cui hanno pubblicato il post su Facebook, si sono letteralmente giocati la possibilità di eleggere un uomo di propria fiducia nella squadra dei controllori di Aria. Un uomo che per conto dei Dem potesse tenere gli occhi aperti sulla centrale acquisti della Regione. Martedì al Pirellone non si è eletto solo il presidente della Commissione Bilancio, si sono eletti anche i componenti del Collegio sindacale di Aria Spa, vale a dire i revisori dei conti, i componenti dell’organo di vigilanza della Spa contestata proprio dalla Corte dei Conti. Uno dei tre componenti effettivi del Collegio spettava al Pd in quanto primo partito di opposizione, come da prassi. Ma il Pd non lo ha eletto. Altro che occhi aperti! I Dem hanno scelto come candidato ufficiale Aurelio Bizioli, indicato da Gian Antonio Girelli. Ma Bizioli ha ottenuto 11 voti, benché il Pd al Pirellone conti 14 consiglieri, ed è stato quindi superato dai voti ottenuti da Giorgia Salardi, candidata del Movimento 5 Stelle: 13 come i consiglieri pentastellati. I Dem sono riusciti ad eleggere un supplente, Roberta Talamazzi, che ha ottenuto anch’essa 13 voti. Tutto qui. 

Perché al Pd sono mancati tre voti? Lo statino risponde solo in parte: sicuramente è mancato il voto di Paola Bocci, assente al momento della votazione. Per il resto, l’altra certezza è che accanto al candidato ufficiale ce n’erano altri ufficiosi: due indicati proprio da Bussolati e altri due da Antonella Forattini. Plausibile, allora, che il Pd si sia diviso in fazioni e fazioncine dovute al malcontento di alcuni consiglieri per la scelta di Bizioli anziché di uno dei 4 candidati ufficiosi. Un’occasione persa per il Pd. Ma poco importa: basta dare la colpa a Giulio Gallera, un gioco che su Facebook tira ancora.

E omettere alcuni fatti. Omettere, ad esempio, che a rispondere politicamente per Aria e su Aria, a tenerne la borsa, è sempre stato un assessore diverso da Gallera. È sempre stato Davide Caparini, regista di quella fusione tra tre società regionali che ha portato, appunto, alla nascita della nuova centrale acquisti lombarda. Quello stesso Caparini al quale Bussolati (come già riportato su queste pagine senza tralasciare le dichiarazioni dello stesso consigliere del Pd), ha usato la cortesia di riporre nel cassetto una mozione che di Caparini chiedeva la sfiducia proprio dopo i disservizi di cui si è resa protagonista Aria nella prima fase della campagna di vaccinazione contro il Covid. In cambio Bussolati chiedeva fosse istituita una Commissione speciale. Sulle Partecipate. Una richiesta antica del Pd, per ora non esaudita.
mail giambattista.anastasio@ilgiorno.net

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