Congresso della Lega: Salvini (col presepe) e Bossi
Congresso della Lega: Salvini (col presepe) e Bossi

Milano, 22 dicembre 2019 - Non con un rosario, stavolta. Ma con un presepe. Così Matteo Salvini si presenta all’hotel Leonardo Da Vinci, sede del Congresso federale della Lega. Un uso forse disinvolto di simboli sacri ma funzionale a rimandare l’idea che da lì a poco si sarebbe tenuto un battesimo, non un funerale. E quando il segretario fa sapere che quel presepe gli è stato donato da un artigiano di Salerno tutto sembra quadrare: ieri è nata la Lega a vocazione nazionale. "Oggi – spiega Salvini – è il battesimo di un movimento che ha l’ambizione di rilanciare l’Italia nel mondo. La Lega diventa un movimento che non si occuperà più solo di una parte del Paese ma del buon governo, della crescita economica, del diritto alla vita e della sicurezza in tutta Italia". "Bisogna aprire con intelligenza – ribadirà poi –: abbiamo il 30% dei consensi e non si può continuare a ragionare come se avessimo ancora il 3%. Sono orgoglioso delle nostre radici ma chi tiene le porte chiuse fa il male del movimento, oggi la sfida è globale". La metamorfosi avviene all’unanimità. Cambia il nome: nasce la Lega Salvini Premier. Nel simbolo il blu-nazione, non il verde Padania.

Lo statuto, risalente al ’91 e ritoccato nel 2015, viene modificato per rafforzare il potere di Salvini, ridurre quello di Umberto Bossi come presidente a vita e permettere al Carroccio di organizzarsi nel Centro e nel Sud Italia con la nomina di commissari regionali che renderanno conto a Salvini.
La battaglia della Lega delle origini, quella contro il centralismo di Roma, resta viva nella richiesta dell’autonomia regionale, una richiesta non più limitata al Nord ma a chiunque sia interessato. Il bersaglio ora è più alto: il centralismo dell’Unione europea, la lotta al multiculturalismo e all’immigrazione, la difesa dell’identità nazionale. Da un sovranismo nordista a un sovranismo tricolore. "Siamo l’ultima ancora di salvezza per il popolo cristiano occidentale", sintetizza Salvini.

Sarà possibile il doppio tesseramento: la Lega Nord resta in vita, sarà la bad company sulla quale cadranno le pendenze dell’inchiesta che ha portato alla confisca di 49 milioni di euro da parte della procura. Votata la svolta, il segretario si scaglia contro magistrati, governo e M5S. "I giudici non attaccano me, ma un popolo. Attaccano la sovranità nazionale, il diritto alla sicurezza e alla difesa dei confini. Propongo al Congresso un’autodenuncia di massa", dice sul caso Gregoretti. E ancora: "Il governo rimetterà nel decreto sicurezza la tenuità del fatto in caso di insulti o attacchi alle forze dell’ordine in manifestazioni pubbliche: non ci siamo, se a qualche magistrato il decreto non va bene si tolga la toga ed entri nel Pd". Quindi il referendum sul maggioritario: "I giudici supremi non scippino questo diritto di democrazia al popolo italiano". Salvini sostiene di essere l’unica alternativa "alla dittatura dei 5 Stelle".