Milano, 1 giugno 2018 - Milano cala un tris di ministri nel nuovo Governo a guida Lega e Movimento 5 Stelle. Il leader della Lega Matteo Salvini diventa vicepremier e va al ministero dell’Interno, il provveditore uscente di Milano Marco Bussetti all’Istruzione, Università e Ricerca e il direttore del Naba (la Nuova accademia di Belle arti di Milano) Alberto Bonisoli al ministero dei Beni culturali e Turismo. Tre milanesi a cui si può aggiungere un altro lombardo: il pavese Gian Marco Centinaio, nuovo ministro delle Politiche agricole.

La storia politica più lunga è quella di Salvini, 45 anni, eletto per la prima volta nel Consiglio comunale di Milano nell’ormai lontano 1993, quando aveva solo 20 anni e Palazzo Marino fu conquistato dal sindaco targato Carroccio Marco Formentini. Maturità al liceo classico Manzoni, si è iscritto ma mai laureato all’Università Statale nella facoltà di Scienze politiche. La sua biografia politica è stranota. Nel 2008 Salvini è stato eletto in Parlamento e nel 2009 nell’Europarlamento, in cui è rimasto fino all’elezione al Senato dello scorso 4 marzo. Dal 2012 è leader della Lega, che ha portato dal 3% al 17% raccolto alle ultime Politiche. Alle elezioni comunali del 2016 è stato capolista del Carroccio: è tuttora consigliere comunale.

Bussetti, 56 anni, ha un profilo tecnico-politico: proposto dalla Lega, ma mai iscritto al partito. Nella scuola si è allenato e ora dovrà allenare anche il futuro Governo giallo-verde a saltare gli ostacoli, districandosi nelle regole delle scuola, della Buona scuola e della burocrazia scolastica. Bussetti è laureato in Scienze motorie alla Cattolica col massimo dei voti, è stato allenatore, insegnante nelle scuole milanesi e dell’hinterland, preside a Corbetta, provveditore prima a Monza e poi, per quattro anni, a Milano. Il provveditorato più grande d’Italia. Negli uffici del Miur lo conoscono già: oltre ad avere lavorato nell’ufficio scolastico regionale, ha partecipato a diverse commissioni soprattutto su sport, disabilità, giovani, integrazione. È anche membro della Commissione nazionale mista Miur-Coni. No comment fino al giuramento. Anche per evitare ulteriori sorprese dopo quella, più amara, del suo compleanno: era pronto a giurare lunedì e a spegnere 56 candeline lo stesso giorno: lo stop del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto slittare il brindisi di tre giorni. Poi è arrivata la sorpresa: non ha avuto neanche il tempo di aggiornare il curriculum vitae sul web. Nell’attesa ha chiuso la pagina Facebook. Tant’è. Bonisoli, 57 anni, è stato candidato dal M5S nel collegio 1 della Camera dei deputati lo scorso 4 marzo, ma non è stato eletto. È simpatizzante pentastellato dal 2005, l’anno in cui ha letto per la prima volta il blog di Beppe Grillo: «Mi è piaciuto che parlassero dei politici come di “nostri dipendenti’’», ha raccontato in un’intervista al Giorno dello scorso 17 febbraio, nella quale ha svelato anche che «alle Politiche del 2013 ho votato Pd e Scelta civica, perché, da bocconiano, sono da sempre un ammiratore di Mario Monti». La candidatura alle Politiche dello scorso 4 marzo è nata dopo un incontro con il leader grillino Luigi Di Maio lo scorso autunno.