Il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana

Milano, 15 maggio 2018 - Dalle case popolari alle quote della società autostradale Milano-Serravalle, dalla Metropolitana 5 al piano di riapertura dei Navigli: quattro temi intorno ai quali Attilio Fontana e Giuseppe Sala sono pronti a inaugurare una stagione di collaborazione tra la Regione Lombardia e il Comune di Milano. Ieri il governatore e il sindaco, accompagnati dai rispettivi assessori al Bilancio, Davide Caparini e Roberto Tasca, si sono incontrati a Palazzo Lombardia, il terzo incontro in poco più di due mesi, il primo di stampo operativo.

Su alcuni dei quattro punti rimangono ancora delle distanze, su altri no, ma il dato politico è la volontà di lavorare insieme. Quanto alle case popolari è il sindaco a illustrare l’ipotesi di lavoro che unisce Palazzo Marino e Palazzo Lombardia, quella di un fondo comune che consenta di velocizzare il recupero degli alloggi sfitti e dei locali con affaccio su strada nonché gli interventi per la manutenzione dei palazzi e per l’installazione della videosorveglianza. Oltre al risparmio di tempo si risparmierebbe anche denaro. «Pensiamo – precisa Fontana – ad un salvadanaio comune che consenta risparmi di scala e acceleri le attività». Solo un primo passo, la creazione di questo fondo, nell’ambito di un percorso più ampio. «Ora l’obiettivo è lavorare con immediatezza e colpire il problema dove è più evidente. Nel medio e lungo termine – fa sapere Sala – dovremo trovare soluzioni per arrivare ad una gestione simile delle case popolari senza che si avvertano differenze tra quelle gestite dalla Regione (attraverso Aler ndr) e quelle gestite dal Comune (attraverso MM ndr)».

Quindi l’annosa questione del 18,6 per cento detenuto dal Comune nella società autostradale Milano-Serravalle, quote delle quali Palazzo Marino ha più volte tentato di sbarazzarsi, sempre invano. Su queste pagine nelle scorse settimane si era però accennata l’ipotesi che potesse essere la Regione a farsene carico. E ieri Fontana ha confermato questa volontà: «Abbiamo raggiunto un accordo per la liquidazione al Comune della propria partecipazione. Una volta riorganizzata la governance delle società, quindi entro la fine di luglio, la Regione farà una proposta per acquisire le quote del Comune». Tra Palazzo Marino e Palazzo Lombardia c’è attualmente una distanza di 12 milioni di euro. Il Comune valuta il proprio pacchetto 85 milioni di euro ma la Regione è ferma a 73 milioni. Una distanza che, per ammissione dello stesso sindaco, non sembra destinata a far saltare l’accordo. Da parte sua la Regione, attraverso Serravalle, avrebbe ulteriore controllo su Pedemontana. Terzo tema, la Metropolitana 5. Come anticipato su queste pagine, Fontana e Sala sono intenzionati a battersi insieme di fronte al Governo (che verrà) per ottenere che lo Stato contribuisca non più col 60 % ma col 70% alla spesa per il prolungamento della linea lilla fino a Monza. Il costo complessivo dell’estensione è stimato in 1,2 miliardi di euro, a Palazzo Chigi si chiede di mettere 800 milioni di euro altrimenti i cantieri potrebbero non aprirsi mai. Sala anche ieri ha però ribadito di «voler inaugurare i lavori per la M5 a Monza entro il 2021, entro la fine del mandato. A quel punto la lilla – sottolinea il sindaco – sarebbe la prima metropolitana italiana a collegare due città». Se, come tutto lascia pensare, la Lega sarà uno dei due pilastri del nuovo governo, il rapporto tra Fontana e Salvini potrebbe rivelarsi una carta di non poco conto per vedere esaudita la richiesta.

Non ultimo il tema Navigli. Fontana ha confermato di essere disponibile a contribuire economicamente ai lavori per la riapertura degli storici canali, come chiesto dallo stesso sindaco. Per la prima fase occorrono 150 milioni di euro, per la seconda 350 milioni. Un’operazione, quindi, da 500 milioni tondi tondi. La Regione ora valuterà quale contributo proporre.