Milano, 3 giugno 2018 - Sulla realizzazione di nuove moschee e sulla difesa dei diritti delle famiglie omosessuali «arcobaleno» il sindaco Giuseppe Sala tira dritto e sfida il Governo leghista-pentastellato. Partiamo dai luoghi di culto. Il giorno dopo la presentazione del Piano per le attrezzature religiose in cui il Comune prevede sei moschee sul territorio milanese – la realizzazione di due nuovi “minareti’’ in via Esterle e nell’attuale parcheggio Trenno di via Novara e la regolarizzazione di quattro luoghi di preghiera islamica abusivi in via Padova, via Maderna, via Gonin e via Quaranta – Sala, a margine della cerimonia del 2 giugno a Palazzo Marino, sottolinea: «Preferisco moschee alla luce del sole che scantinati poco sicuri e di cui non si sa nulla. Questa è la nostra linea e continueremo su questa strada».

Ai cronisti che gli fanno notare che il neoministro dell’Interno Matteo Salvini e il governatore lombardo Attilio Fontana, entrambi leghisti, potrebbero mettere i bastoni tra le ruote alla realizzazione e regolarizzazione delle sei moschee, il primo cittadino ribatte secco: «Tutto può essere. Ma bisogna ricordarsi che questo percorso è partito dalla Regione, quando era ancora presidente Roberto Maroni: è Palazzo Lombardia che ha chiesto al Comune di preparare un Piano per le attrezzature religiose che possa arrivare a concedere permessi in specifiche aree. Un percorso durato due anni». Sala, subito dopo, sottolinea che la sua amministrazione, rispetto al passato, cioè rispetto alla Giunta Pisapia, punta su due cambiamenti fondamentali: piccoli e non grandi moschee e zero euro per realizzarle. In realtà, sul nodo finanziamenti per le moschee, la linea di Pisapia e Sala è abbastanza simile: un bando per tre aree comunali aperto a tutte le confessioni religiose e il pagamento di un canone di locazione. L’affitto nel bando Pisapia era irrisorio: dai 1.500 euro ai 2.000 euro all’anno. Vediamo a quanto ammonterà il canone del bando Sala, che partirà comunque dopo l’approvazione del Pgt, dunque non prima del 2019. Intanto i presidenti del Municipio 2 Samuele Piscina (Lega), la zona dove ci sono gli ex bagni pubblici di via Esterle, e del Municipio 7 Marco Bestetti (FI), la zona dove c’è l’area di via Novara, si dicono contrari alle due moschee e annunciano battaglia. Il capogruppo forzista in Comune Gianluca Comazzi rincara la dose: «In Consiglio comunale siamo pronti a chiedere il jolly per prolungare il dibattito sui luoghi di culto senza limiti di tempo». Come dire: ostruzionismo duro e puro contro le moschee. Sala, già in mattinata, ha risposto così alle polemiche targate centrodestra: «Quando hai 70mila concittadini musulmani che, come dice la Costituzione, hanno diritto di professare la loro fede, io devo aiutarli. Il resto mi sembrano polemiche sciocche che non portano al bene di Milano». 

Il secondo tema che ha provocato alta tensione tra Comune e Governo è quello dei diritti delle famiglie omosessuali. Le dichiarazioni del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana («Per la legge le famiglie arcobaleno non esistono in questo momento. La famiglia è quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà») non sono piaciute per nulla a Sala: «Sono totalmente in disaccordo con Fontana, nel rispetto delle leggi. Noi continueremo la nostra battaglia. Ignorare una parte consistente della società mi pare profondamente sbagliato. Il Comune, intanto, registrerà all’Anagrafe il primo bambino nato da due mamme»