Beppe Sala vota pere le elezioni europee
Beppe Sala vota pere le elezioni europee

Milano, 27 maggio 2019 - Segue i risultati da casa, ma in serata, a caldo, preferisce non commentare. Forse, però, il sindaco Giuseppe Sala, letti i risultati delle elezioni europee su Milano, ha tirato un piccolo sospiro di sollievo. Sì, perché il Pd si conferma primo partito nel capoluogo lombardo e la Lega di Matteo Salvini cresce molto ma non sfonda la soglia del 30% dei voti.

Visto il trend nazionale, Milano non perde la fama di fortino del centrosinistra, seppur un po’ ammaccato. Il primo cittadino, in ogni caso, aveva dato un parere sulle Europee qualche ora prima, subito dopo aver votato nel seggio del liceo Parini di via Goito, poco distante dalla sua abitazione. Un commento preventivo sui risultati elettorali. Sala, infatti, sa bene che il voto dei milanesi per Bruxelles sarà considerato anche un giudizio sulla Giunta comunale a due anni dalle prossime elezioni comunali. «È inevitabile – commenta il primo cittadino –. E altrettanto inevitabilmente mancano ancora due anni. La politica cambia a una velocità che non è quella di una volta. So che ci sarà una lettura del genere, ma io vado avanti. La mia azione, coraggiosa su alcuni punti come Area B, tende a dire che non inseguo il consenso ma cerco di fare le cose giuste». Milano si confermerà città di sinistra? «Ci spero. Vediamo cosa succede. La Lega penso che sia forte. Le Europee spesso hanno dato segnali che poi non si sono confermati nelle elezioni successive. C’è tempo. Due anni sono lunghissimi». Se a Milano vincesse la Lega cosa significherebbe per lei? «Niente. Continuerei a lavorare con serenità e consapevolezza. Non so se faccio il giusto, ma faccio tutto quello che è nelle mie capacità e quello che io e la mia Giunta pensiamo che serva a Milano».

Oggi, invece, il sindaco saprà se le Europee lo costringeranno a cambiare almeno in parte l’assetto della sua squadra a Palazzo Marino. Sì, perché l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino è candidato con il Pd nella circoscrizione Nord-Ovest e in caso di elezione nell’Europarlamento lascerà il suo posto in Giunta. A quel punto Sala dovrà decidere se optare per un rimpasto minimo (sostituire Majorino e basta) o per un tagliando vero e proprio con un ricambio più ampio di deleghe e assessori. Fin qui il sindaco, che non commenta durante la notte elettorale. Lo fa subito, invece, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, proprio da Milano, dal quartier generale del Carroccio di via Bellerio. Il «Capitano» lumbard, nel suo ufficio, con sullo sfondo immagini sacre e un Tapiro, in un post su Facebook mostra un cartello con la scritta: «1° partito in Italia. Grazie».