Enrico Letta
Enrico Letta

Milano -  In casa Pd la missione Lombardia inizierà nel primo fine settimana di novembre. Le date sono ancora in fase di definizione, ma con tutta probabilità saranno quelle di venerdì 5 e sabato 6. Una due giorni per lanciare la sfida al centrodestra in vista delle elezioni regionali del 2023. Una due giorni alla quale presenzierà il segretario nazionale dei Democratici: Enrico Letta. Una due giorni scandita da altrettanti appuntamenti: venerdì pomeriggio un incontro plenario tra i Dem e i rappresentanti del mondo economico e sociale della Lombardia, il giorno successivo l’assemblea regionale del partito. La sede? Il Pirellone, ovviamente. Parole d’ordine: partire presto, partire con largo anticipo con la campagna elettorale in modo da dare alla coalizione, prima, e al candidato governatore, poi, tutto il tempo per girare la Lombardia e convincere chi ha sempre votato il centrodestra. Senza contare il bisogno e l’opportunità di creare un centrosinistra aperto, che includa anche il Movimento 5 Stelle.

Una necessità , quella di muoversi con largo anticipo, sottolineata anche dal sindaco Giuseppe Sala all’indomani della vittoria delle elezioni milanesi. Perché vincere in Regione – ha detto il primo cittadino – "è come scalare l’Everest". Parole condivise da tutto il Pd, milanese e lombardo. Già prima che a Milano si aprissero le urne, la contesa per Palazzo Marino veniva letta – a torto o a ragione sarà il tempo a dirlo – anche in chiave lombarda: vincere nel capoluogo, confermarsi per la terza volta al governo del capoluogo, per poi andare alla conquista di Palazzo Lombardia. Da qui la due giorni di novembre. Da qui l’arrivo di Letta, anche a riconoscimento dell’importanza attribuita alle elezioni lombarde.

Il prima possibile dovrà essere scelto, allora, anche il candidato governatore. E a tal proposito si fa già qualche nome. Non solo quello di Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, ma anche quelli di Pierfrancesco Maran, Mauro Guerra e Fabio Pizzul. Del Bono ha dalla sua i due mandati da primo cittadino di Brescia, il secondo è ancora in corso. Un amministratore al quale da più parti si riconoscono pragmatismo e visione. 

Maran si è conquistato il terzo mandato da assessore comunale a Milano grazie alle preferenze riscosse alle Comunali: 9.166, nessuno ne ha prese più di lui. Un serbatoio di voti che può tornare utile anche per la corsa a Palazzo Lombardia, senza dimenticare l’esperienza accumulata in questi anni di Giunta a Milano con deleghe pesanti quali quelle alla Mobilità e all’Urbanistica. Ma a fare da trampolino di lancio, al tempo stesso ideale e concreto, ad una sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia potrebbe essere la sua delega attuale: Case popolari. E un programma annunciato più volte: migliorare la gestione dei quartieri e dei caseggiati Aler attraverso un maggiore protagonismo del Comune. Mauro Guerra è presidente lombardo dell’Associazione Nazionale dei Comuni e potrebbe quindi interpretare al meglio, secondo i suoi sostenitori, i bisogni delle piccole e medie municipalità lombarde, quelle che, a differenza dei grandi centri, nelle ultime Regionali non hanno premiato il centrosinistra. Infine Fabio Pizzul, capogruppo di lungo corso al Pirellone, espressione dell’anima cattolica del Pd.