Luca Bernardo
Luca Bernardo

Milano - La mancanza di spazi per i manifesti elettorali, le barriere architettoniche che invece, a suo dire, non mancano affatto in città e, infine, la richiesta al sindaco Giuseppe Sala di esporre il bilancio di quanto fatto nei suoi cinque anni di mandato. Così Luca Bernarndo, candidato primo cittadino del centrodestra, ieri a margine della presentazione della sua lista civica: “Milano SiCura“. "Vorremmo vedere il bilancio dei cinque anni dell’amministrazione comunale perché i cittadini non hanno ancora avuto il piacere di vederlo: è una cosa importante e fondamentale – insiste Bernardo – per far capire ai cittadini cosa in questi cinque anni è successo". Da qui all’abbattimento delle barriere architettoniche in città: "Non è pensabile e possibile che su quattromila barriere architettoniche che dovrebbero essere abbattute ne abbiamo ancora più di tremila. Un negozio su 10 in questa città non è ancora pronto perché una persona con disabilità possa entrare con facilità".

Quindi la polemica sugli spazi elettorali. "A Milano ci sono 28 liste che si presentano alle elezioni ma ad oggi le plance per i manifesti elettorali non possono essere utilizzate da nessuna lista perché ne mancano quattro. Sono 24 plance e 28 liste", fa sapere Guido Della Frera, il tesoriere della campagna elettorale di Bernardo, Al momento non possono affiggere Forza Italia (allo spazio 25), Bryant Biavaschi (26), il Pci (27) e “Potere al Popolo“ (28). A causa della mancanza di questi 4 spazi nessuna lista può sfruttare i tabelloni. "Questo non è il Comune che vogliamo – attacca, allora, Bernardo –. Soprattutto non voglio pensare che sia un boicottaggio contro il candidato di centrodestra". Della Frera denuncia, poi, che "anche la pubblicità sui taxi è ancora bloccata". A stretto giro di posta, arriva la risposta del Comune: "Tutte le liste avranno la postazione come previsto dalla legge". E di Sala, relativamente alla richiesta di presentare il bilancio dei cinque anni: "Io non so perché ogni giorno dicono quello che devo fare io. Io faccio quello che ritengo giusto, loro facciano quello che ritengo di dover fare, parlino ai milanesi portando la loro proposta. Per il nostro modo di lavorare i bilanci li facciamo ogni giorno. Boicottaggio? Sbagliato parlare così".