Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera e consigliera comunale di Forza Italia
Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera e consigliera comunale di Forza Italia

Milano, 18 febbraio 2020 - 

Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera e consigliera comunale di Forza Italia, il leader della Lega Matteo Salvini sostiene che a Milano bisogna puntare su un candidato sindaco scelto nella società civile. Lei è d’accordo?
"Quella indicata da Salvini è sempre stata la posizione di Forza Italia. L’apertura alla società civile è nel nostro dna. I nostri sindaci, da Gabriele Albertini a Letizia Moratti, non hanno mai avuto una tessera di partito in tasca. È Salvini, dunque, ad essere venuto sulle nostre posizioni. Lui ha sempre privilegiato candidati più di partito. Il modello Milano, invece, prevede una sinergia forte con la società civile. Sarebbe sciocco chiuderci dentro i confini del centrodestra".

Un metodo opposto a quello scelto in Emilia Romagna?
"Sì, ma Milano e quella Regione sono realtà non paragonabili".

Quale sarà il metodo per arrivare alla scelta?
"Prima di tutto il metodo dell’ascolto della città, per capire le richieste e i bisogni dei milanesi. Vogliamo prestare grande attenzione non solo ai quartieri e alle periferie, ma anche al comparto economico. La Milano del sindaco Giuseppe Sala è a due velocità. Ci sono buone condizioni di vita in centro, ma chi sta in periferia si trova ad affrontare problemi mai risolti dall’amministrazione comunale. La nostra idea è di fare un tour dalle università alle associazioni di categoria passando per i quartieri e per le realtà del volontariato per raccogliere le loro proposte".

Lei ha citato il mondo delle imprese e dell’università. Nella rosa dei possibili candidati sindaci del centrodestra vengono citati il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi e i rettori o ex rettori Ferruccio Resta e Gianluca Vago...
"Per ora abbiamo in mente dei profili, non dei nomi. Bonomi, peraltro, è in corsa per la presidenza di Confindustria, quindi al momento è impegnato in un’altra partita".

Qual è il profilo giusto?
"Serve un candidato sindaco capace di pensare a come sarà Milano tra vent’anni, con una visione di ampio respiro e che sia vicino alla gente, umile e in grado di ascoltare. In questi anni la Giunta Sala è stata abbastanza immobile. Milano funziona grazie ai milanesi".

Tavolo di coalizione o primarie per scegliere il candidato?
"Tavolo di coalizione, soprattutto se indicheremo subito un candidato forte. Le primarie? Non mi sento di escluderle a priori, ma si tratta di vedere come arriveremo ai prossimi passaggi".

La scelta va fatta prima o dopo l’estate? Sala dirà se si ricandida o no a settembre.
"Non staremo ad aspettare cosa fanno Sala e la sinistra. Non dobbiamo perdere tempo e andremo per la nostra strada. La scelta del candidato va fatta in tempi ragionevoli. Sarebbe meglio entro l’estate, ma non ci impiccheremo alle scadenze".

Dal 2016 a oggi i rapporti di Forza Italia e Lega si sono capovolti. Ora è il partito di Salvini ad avere più consensi a Milano. Non temete di dover subire le decisioni del Carroccio sul candidato sindaco?
"Come dimostrano le tante competizioni elettorali che abbiamo vinto, ma anche il caso dell’Emilia Romagna, se FI non fa un buon risultato tutto ciò si riflette sui risultati dell’intera coalizione. Certo, i rapporti di forza si sono invertiti, c’è stata una stagione in cui il tema dell’immigrazione è stato preponderante e su questo Salvini ha costruito una narrazione che ha intercettato i bisogni dei cittadini. Ma adesso le emergenze per il Paese, sentite anche a Milano, sono quelle del lavoro, dell’occupazione giovanile, della fuga dei cervelli, della conciliazione dei tempi per le donne. I temi veri, insomma, sono la crescita e lo sviluppo. Temi da sempre nostri. Ci sono le condizioni affinché FI faccia un buon risultato alle Comunali"

Si parla spesso di “Modello Milano’’. Un breve bilancio: l’Agenzia europea del farmaco non è stata conquistata, le Olimpiadi invernali del 2026 sì. Come andrà a finire con il Tribunale unico dei brevetti? Il Governo Conte sembra puntare su Torino.
"Non andrà bene per Milano. Il Governo è distratto su un tema importante come il Tribunale dei brevetti e lontano dalle vere questioni che riguardano il Paese e Milano. Un esempio? In Parlamento ho presentato una proposta di legge sull’occupazione delle donne, sulla parità salariale uomo-donna e sul welfare per l’infanzia. Su questi temi mi auguro che ci possa essere un consenso bipartisan".