Umberto Bossi
Umberto Bossi

Milano, 27 maggio 2016 - "Se non serve più, la Lega Nord può anche chiudere. La Lega è solo uno strumento, la stella polare è la Padania”. Umberto Bossi interviene senza salire sul palco, nel giorno della presentazione del nuovo movimento “Grande Nord” promosso dall'imprenditore Roberto Bernardelli e da un gruppo di leghisti delusi. Ma le parole del presidente della Lega sono più di una sentenza: “Il sogno continua, lo dimostrano i tanti movimenti indipendentisti che stanno nascendo al Nord. C'è voglia di lottare e la questione settentrionale prima o poi si risolverà”. Musica per le orecchie di tanti imprenditori, cittadini e pensionati che si sono ritrovati a Milano, all'Hotel dei Cavallieri, per percorrere il chilometro zero del movimento “Grande Nord”.

“Il Padre Eterno ha creato la Padania per mantenere l'Italia – ha detto Bossi -. Il Nord è trattato come uno schiavo. Abbiamo provato a cambiare con la legge sul Federalismo Fiscale, è stata fermata. Si possono chiudere partiti e movimenti, ma non si può creare un vuoto. Il sogno del Nord c'è e continua. Abbiamo accettato il colonialismo italiano, abbiamo avuto diverse occasioni per cambiare. Una di questa è stata la Lega, l'abbiamo buttata via”.

Prima di sedersi in prima fila - “sono qui per ascoltare” ha detto Bossi al suo arrivo, senza risparmiare critiche a Salvini, “si decida cosa fare, così com'è la Lega non serve più” - e ricordare come “il Nord è sì la locomotiva del Paese, ma se manca il lavoro rischiamo di fermarci tutti”, il Senatur ha smentito con un “per adesso” l'ipotesi di un'uscita dalla Lega. Poi ha ascoltato Bernardelli e gli interventi di imprenditori, commercianti, pensionati e di una portavoce di chi vive le difficoltà della disabilità nelle città del Nord. “Bossi, ci hai dato un sogno – ha detto Bernardelli – noi siamo qui per raccogliere quel testimone che di segretario in segretario della Lega si è fermato. La Lega era nata come movimento di territorio, a difesa di cittadini, imprenditori e pensionati. Noi crediamo in un movimento territoriale così, che rappresenti il Nord. Si parla di imprenditori che delocalizzano. Ma chi fa qualcosa per farli rimanere qui? I nostri pensionati devono sopravvivere con meno di 500 euro al mese”.

Infine il manifesto di intenti. “Il nostro movimento – ha sottolineato Bernardelli – non sarà mai una fabbrica di “cadreghe”. C'è spazio solo per chi vuole lavorare, no ai politici di professione: è tempo di cambiare e di tenere qui i nostri soldi”.