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Milano, 24 luglio 2021 - Solo ieri 62.606 lombardi hanno prenotato un appuntamento per vaccinarsi contro il Coronavirus. Un dato fermo alle 20 e senza precedenti. Nella prima metà di luglio le prenotazioni procedevano ad una media di 11.300 al giorno, lunedì se ne sono contate 23.606. Effetto Green pass che consentirà, a partire dal 6 agosto, di potersi sedere ai tavoli di bar e ristoranti, se al chiuso. Di poter entrare in palestre, piscine e centri termali, cinema e teatri, musei e fiere, e, ancora, di poter assistere ad eventi sportivi e a concerti o per partecipare a concorsi pubblici. Anche la decisione di rendere discriminante il Green pass già dai 12 anni di età in su ha avuto effetti immediati: un terzo dei lombardi che ieri hanno prenotato l’appuntamento (22.488) hanno tra i 12 e 19 anni. 11.667 tra i 20 e i 29 anni. 11.453 tra i 30 e i 39 anni.

«Fino all’1 agosto chi non si è ancora vaccinato potrà usufruire di 100mila nuovi slot per prime dosi. Un ulteriore sforzo per agevolare la vaccinazione, unico mezzo per contrastare e vincere il virus", le parole della Moratti. Così, poi, la Direzione generale Welfare lombarda: "Nel mese di giugno la variante Alpha aveva registrato una incidenza del 64% sul totale e la Delta solo dell’11%. In luglio, invece, Delta 59%, Alpha 14%. L’85% dei nuovi positivi non risulta vaccinato, mentre il 9% ha ricevuto una sola dose e solo il 6% ha concluso il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità il ciclo vaccinale completo, protegge al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito fatale della malattia".

Tra gli operatori sanitari, pareri non unanimi. Un massofisioterapista in servizio all’Asst Santi Paolo e Carlo,così come un operatore socio sanitario in una struttura milanese hanno rifiutato il vaccino: aspettativa non retribuita. Sono i primi provvedimenti finiti sul tavolo della Fp-Cgil di Milano. Le sanzioni vanno dalla sospensione del diritto di svolgere mansioni che implichino il rischio di diffusione del contagio, fino alla sospensione senza stipendio. Nella vicenda si è inserito anche il ricorso al Tar presentato da sanitari contro l’obbligo vaccinale che secondo loro violerebbe la libertà di scelta. Solo tra Brescia, Cremona, Bergamo e Mantova se ne contano più di 300 Altri 200 hanno a Milano.