Davide pascolo
Davide pascolo

Milano, 2 giugno 2018 - Sembra strano a dirsi quando si parla di una squadra che ha vinto 27 volte il titolo di Campione d’Italia e di un’altra formazione che fino ad un decennio fa militava nelle «minors», eppure la finalissima che inizierà da martedì prossimo per assegnare il tricolore viene vista come la grande possibilità di rivincita dell’Olimpia Milano nei confronti dell’Aquila Trento, vera e propria bestia nera milanese negli ultimi anni. Sarà infatti la formazione trentina l’avversaria per lo scudetto dell’Emporio Armani dopo aver sovvertito tutti i pronostici (e anche il fattore campo), prima nel quarto di finale contro Avellino, poi nella semifinale contro chi il tricolore lo portava sul petto come Venezia.

Nel marzo 2016 i bianconeri eliminarono l’Olimpia in semifinale di Eurocup, mentre nello scorso giugno il botto fu ancora più fragoroso quando l’Aquila eliminò i biancorossi dalla semifinale del campionato con un 4-1 stendendo ripetutamente con una lezione di intensità e carattere. E’ vero anche che l’EA7 fu capace di vincere 3-0 il quarto di finale di campionato nel 2016 quando poi i milanesi vinsero lo scudetto, mentre quest’anno superarono i trentini nella semifinale di Supercoppa, ma ovviamente non ci sono dubbi che la sorpresa c’è solamente se è la Dolomiti Energia a vincere. Sono proprio le caratteristiche di agonismo e voglia quelle che hanno di nuovo portato i trentini a raggiungere la finalissima, dando ancora forza ad un progetto che nel corso di un decennio non solo è passato dalla Serie B1 alla Serie A, ma che ora si è davvero stabilizzato ad alto livello.

La forza è nella continuità per la società del presidente Longhi che nel playmaker italo-argentino Toto Forray ha davvero il suo simbolo in tutto e per tutto, visto che arrivò alla corte dell’Aquila il 22 febbraio 2011, due mesi prima della retrocessione nell’allora baratro della B2, e da quel dì è letteralmente cresciuto con la squadra. Nei ricorsi e ricorsi storico l’altro simbolo è Davide Pascolo, l’ala biancorossa del 1990, anche lui è un simbolo della crescita esponenziale di Trento vestendo la maglia bianconera da quel lontano 2011 (lui, però, arrivò a settembre) al 2016, ma con la beffa clamorosa di venire eliminato proprio con la maglia di Milano da quelli che era stati i suoi compagni per anni. A 12 mesi di distanza arriva la grande rivincita anche per «Dada» alla ricerca del primo scudetto della sua carriera. ©