Milano, 20 giugno 2018 - Pochi giorni dopo la gioia per il tricolore è arrivata una novità importante per la prossima stagione dell’Olimpia. Andrew Goudelock non giocherà a Milano nel 2018-2019. In realtà di nuovo c’è ben poco perchè già a febbraio Goudelock era un giocatore virtualmente tagliato per il nuovo anno, sia per le prestazioni troppo ondivaghe, sia per le polemiche via twitter.

Poi è cambiato tutto lo scenario, con la guardia americana diventato uomo decisivo per le sorti milanesi nei playoff e non solo per i canestri segnati con grande continuità, ma proprio per un cambio di atteggiamento che lo ha fatto diventare un giocatore di squadra, fino all’apoteosi della stoppata di gara 5 (da cui il nuovo soprannome “Goudeblock”) e le lacrime, vere, post scudetto. Il presidente Livio Proli, però, era stato sibillino un paio di giorni fa: «Nella valutazione non dobbiamo farci prendere dall’entusiasmo del momento, ma ragionare su quello che può fare il bene per la crescita della squadra». Ieri mattina l’annuncio è arrivato direttamente dal giocatore che, come ormai spesso succede, ha affidato ai suoi social le parole di addio all’Olimpia. Parole di un giocatore che, all’alba dei 30 anni, sembra finalmente aver raggiunto la maturità: «Una stagione piena di alti e bassi, ma tutto è finito bene. Non penso di rimanere, ma lascio questo posto migliorato sia come persona che come giocatore. Voglio ringraziare l’Olimpia Milano per l’opportunità».

Una separazione senza strascichi polemici, consapevoli che in questo modo rimarrà solo un buon ricordo di questa esperienza. Così adesso deve nascere l’Olimpia del futuro, la prima certezza è l’arrivo di Amedeo Della Valle, già annunciato proprio da Proli il giorno dello scudetto, poi devono essere solo annunciati gli accordi con Nedovic, da Malaga, e Burns, da Cantù. Molto vicino l’accordo con Mike James, l’anno passato ai Suns e al Panathinaikos, a questo punto ancora di più dopo la mancata conferma di Goudelock. In evoluzione la situazione Jeff Brooks: dipenderà dall’acquisizione o meno dell’eleggibilità da italiano in base al suo impiego in Nazionale nelle qualificazioni ai Mondiali.