Ettore Messina con capitan Andrea Ciciniarini (Ciamillo-Castoria)
Ettore Messina con capitan Andrea Ciciniarini (Ciamillo-Castoria)

Milano, 19 giugno 2019 - L'era di Ettore Messina alla guida dell'Olimpia Milano è iniziata questo pomeriggio, mercoledì 19 giungo, in un'affollata conferenza stampa di presentazione (con tanti ex coach milanesi come Peterson, Gamba e Casalini a fare gli onori di casa). "Solo a fare l'allenatore non sarei venuto, questo incarico a 360° invece è molto affascinante. Vorrei provare a portare un po' di tutto quello che ho imparato nella straordinaria organizzazione degli Spurs".

Si presenta così, in un bel vestito Armani blu con cravatta rossa d'ordinanza, il nuovo plenipotenziario biancorosso, presidente e allenatore. "Non è questione di controllo, è di potere, ma di non perdere energie nervose con alcune situazione che poi diventano problematiche. E' come funziona a San Antonio con Popovich dove l'ultima parola spetta a lui, ma io spero di non dovermi mai imporre di forza, ma costruire un qualcosa dove davvero tutti si navighi verso un'unica direzione". L'Olimpia deve riscattare una stagione altalenante dove nella seconda parte dell'annata ha davvero rovinato tutto: "Sento il peso positivo di dover fare bene, ma so altrettanto bene che per raggiungere l'obiettivo non si possono saltare step, ma tutto deve avere il suo tempo. I risultati saranno conseguenza dei comportamenti delle persone. Noi vinceremo lo scudetto e faremo i playoff di Eurolega se tutti saranno disposti a sacrificarsi l'uno per l'altro. Il primo passo sarà conoscere tutti i giocatori a disposizione, parlarci e capire come proseguire il rapporto".

Il manifesto programmatico di quello che si vedrà sul campo Ettore Messina lo pronuncia a metà conferenza stampa: "Difendere come matti, passarsi la palla in attacco. Tutte le squadre che vincono passano da questo, non ci sono scorciatoie". A livello dirigenziale Messina deve ancora trovare ufficialmente il suo manager operativo con il quale collaborare per tutte le questioni extra-campo, oltre al confermato Alberto Rossini: "Vorrei costruire un rapporto come quello tra Popovich e Buford agli Spurs, sono rimasto davvero affascinato, un percorso lineare, ma concreto di persone sulla stessa lunghezza d'onda". La chiosa sul tipo di squadra che sarà la sua Armani Exchange è questa: "Penso che i tifosi si identifichino con l'atteggiamento in campo, non con il passaporto di chi gioca. Quello non conta. A Milano ci sono le maglie ritirate di D'Antoni e Kenney che italiani non erano, eppure sono degli idoli. Ormai siamo in un mondo dove conta quello che fai davvero, non la nazionalità".