Giordano Bortolani in maglia azzurra
Giordano Bortolani in maglia azzurra

Milano, 10 giugno 2020 - Sulla rampa di lancio c'è un astro nascente. Passo dopo passo sta facendo passi da gigante la carriera di Giordano Bortolani, dalle giovanili alla Serie B, poi alla A2 e ora verso la Serie A. Classe 2000 è uno dei nomi nuovi del basket italiano, già convocato in azzurro nonostante nella massima serie non abbiamo mai fatto una vera presenza, ma premiato per un'annata a Biella da vero protagonista a 14.9 punti a partita. E' uno dei prodotti del settore giovanile Olimpia, uno dei nomi del futuro dei biancorossi, tanto che la società ne sta curando con attenzione la crescita senza bruciarlo. Un lungo contratto pluriennale e in giro in prestito per farsi le ossa. Ora è il turno della Serie A dove lo cercano Cremona, Fortitudo Bologna e Trento.

Cosa sogna Giordano Bortolani per il suo futuro?

«Voglio sognare in grande e quindi mi piacerebbe arrivare fino alla Nba. E' il massimo a cui ambire per un giocatore di pallacanestro e avere un obiettivo permettere di migliorare tanto giorno dopo giorno. Poi so che è difficilissimo e si può fare un'ottima carriera lo stesso, però sarei contento se riuscissi comunque a raggiungere il massimo che mi sarà permesso dalle mie capacità. Non voglio avere rimpianti.

Cosa le hanno dato queste due stagioni in Serie A2 tra Legnano e Biella?

«Tanto, ovviamente. Sono partito all'inizio dell'esperienza di Legnano nel 2018 che ero davvero un ragazzino e penso di avere fatto passi in avanti importanti. Ho un'età in cui si imparano davvero tante cose sia a livello tecnico, che tattico, che psicologico. Sicuramente mi hanno dato tanta esperienza in campo queste due stagioni tra Legnano e Biela, permettendomi di fare una crescita passo dopo passo senza dover strafare per guadagnarmi il posto«.

In cosa pensa di dover migliorare per il grande salto in Serie A?

«Certamente in difesa devo crescere, perchè con l'atletismo tante volte riesco a colmare le mancanze, ma ad un certo livello non può più bastare e so che ci devo lavorare. Devo crescere anche nel tempismo in cui riesco a fare certe letture sul campo, perchè magari tecnicamente sono situazione che so anche gestire, ma non sempre nel momento giusto.

In cosa invece si sente più pronto?

«Penso di essere un attaccante versatile, posso colpire da tre punti, che in palleggio arresto e tiro, ma anche puntare al ferro con fisicità. Dovrò proseguire su questa strada, avere più soluzioni obbliga le difese a non sapere mai cosa puoi fare«.

Qual è il suo rapporto con l'Olimpia?

«E' la società che mi ha cresciuto, sono le prime persone che davvero hanno creduto in me e dunque non posso che nutrire affetto e amicizia nei confronti di tutti coloro che mi hanno aiutato. Il futuro è lontano, per ora mi concentro stagione su stagione, vedremo come evolverà la carriera«.

Cosa cerca dalla sua prossima stagione?

«Un progetto tecnico che mi aiuti a migliorare facendo ancora un passo in avanti, anche a livello di crescita in allenamento. Una società e un coach che abbiano fiducia in me e soprattutto che abbiano la voglia di far giocare un ragazzo del 2000 perchè solo stando in campo si può crescere«.

20 febbraio 2020, esordio in Nazionale maggiore, che emozione ha vissuto?

«Devo dire che non me lo aspettavo proprio, anche se so che con l'impegno e la crescita certe soddisfazioni possono arrivare, ma l'esordio è stato proprio bellissimo. Non solo la gara in sè, ovviamente, ma tutta la settimana è stata davvero incredibile. Trovarmi a contatto con giocatori e coach che fino a poco tempo prima avevo visto solo in televisione è stata una soddifazione enorme«.