L'esultanza dei rossoneri
L'esultanza dei rossoneri

Milano - Match da non sbagliare per il Milan quello di oggi a San Siro contro il Genoa di Ballardini: i rossoneri sono a caccia di punti preziosi per blindare la zona Champions League mentre i rossoblù vogliono assicurarsi la salvezza prima possibile. Alla fine il Diavolo vince con grande sofferenza 2-1 grazie alla rete di Rebic e all’autogol di Scamacca, inutile l’acuto dell’ex Destro. Genoa caparbio che tenta il forcing fino alla fine.

In campo

Pioli, che deve fare a meno dello squalificato Ibrahimovic, opta per Leao come prima punta, supportato alle spalle dal tridente Saelemaekers-Calhanoglu-Rebic: per il resto confermata la squadra già vista a Parma, con Bennacer a supportare Kessié in mezzo al campo, mentre in difesa Kalulu vince ancora una volta il ballottaggio con Diogo Dalot. Ballardini sostituisce lo squalificato Criscito con Goldaniga, cambiando le cartee in tavola a centrocampo: confermato solo Badelj, le mezzali sono Strootman e Zajc, sugli esterni punta su Ghiglione e Cassata, mentre in avanti l’ex di giornata Destro è affiancato da Scamacca. Il Milan manca l'appuntamento con la vittoria a San Siro da sei partite (tra cui le due di Europa League) e Pioli punta a sfatare il tabu casalingo.

 

Bilancia

Il match inizia su ritmi blandi, senza che si registrino grandi occasioni se non un velleitario tiro di Hernandez, su bel suggerimento di Calhanoglu, che si spegne sul fondo al 4’ mentre gli ospiti cercano di aggredire andando in pressing con quasi tutti i giocatori nella metà campo avversaria. All’11’ Tomori lancia in verticale per il taglio di Saelemaekers che manca di un soffio l'aggancio alla sfera davanti a Perin ma il gol è nell’aria e due minuti dopo il Milan passa in vantaggio: Hernandez batte una punizione che viene ribattuta dalla barriera, allontana la difesa ospite ma Rebic al volo e in torsione fa partire un missile imparabile per Perin. Il Genoa, colpito a freddo, non sembra reagire allo svantaggio mentre il Diavolo al 19’ sfiora il raddoppio con Leao che si guadagna spazio in area e conclude in diagonale col destro, ma trova l'opposizione del portiere genoano. La partita resta equilibrata, con il Genoa che vuole aumentare la pressione mentre i padroni di casa cercano di sfruttare gli spazi in ripartenza: al 28’ Destro scappa sulla destra sorprendendo la difesa rossonera (Kalulu tiene in gioco l’attaccante ospite), va sul fondo e prova a infilare Donnarumma ma il portiere rossonero è attento e respinge mentre il Diavolo risponde con Bennacer che prova il contropiede lampo, serve Calhanoglu che prova a concludere l'azione con un tiro da fuori ma viene murato. La partita aumenta il ritmo e il Grifone ci riprova con Badelj che in corsa prova il tiro al volo ma la parabola non è precisa. Alla mezzora Donnarumma serve Calhanoglu, il turco lancia Rebic sulla sinistra che si accentra e mette in mezzo per Leao ma il portoghese viene anticipato da Masiello: la pressione rossonera non trova i suoi frutti mentre al 37’ è il Genoa a trovare il gol dell’1-1: su corner di Zajc, Destro anticipa nettamente Tomori e di testa non lascia scampo a Donnarumma. Secondo gol di testa in questo campionato per l’ex: il precedente era arrivato proprio nella gara d'andata contro il Milan a dicembre. Incassato il pari, il Diavolo torna a spingere in avanti con insistenza per trovare il nuovo vantaggio prima dell'intervallo ma i tentativi di Kessié, Hernandez, Rebic e Leao non trovano fortuna. L’acuto finale è di Saelemaekers che da buona posizione tenta un destro a giro che viene deviato in un calcio d’angolo nono sfruttato a dovere: Calvarese concede un minuto di recupero ma non arrivano altre occasioni interessanti.

Destino

Né Pioli né Ballardini attuano cambi nelle rispettive squadre e la ripresa parte con il Milan a toccare il primo pallone con Calhanoglu che prova subito l'imbucata per Rebic ma Ghiglione chiude bene. E’ al 47’ però che il Milan sfiora il raddoppio: bella combinazione sulla destra tra Kalulu e Saelemaekers che appoggia in mezzo per il croato che, dal limite dell'area piccola, calcia alto col destro in modo clamoroso. Tre minuti dopo la punizione potente di Calhanoglu dalla distanza colpisce in pieno Zajc che finisce a terra e Calvarese ferma il gioco e al 51’ un altro calcio piazzato sulla sinistra calciato dal turco viene liberato dalla difesa rossoblù: Leao spreca un’altra buona occasione così come Kessié prova la conclusione ma la palla termina abbondantemente a lato. Idem dicasi al 55’ quando dopo una triangolazione tra Calha e Saelemaekers il sinistro violento del numero 10 non inquadra lo specchio: Ballardini cambia Ghiglione e Destro per Biraschi e Pjaca, che si rende subito pericoloso con destro a giro che termina a lato. Il Grifone si fa vedere al 60’ con il missile dalla distanza di Scamacca mentre i casalinghi si fanno vedere con Kjaer ma il suo colpo di testa su corner termina alto. Subito dopo Pioli fa un triplo cambio: escono Kalulu, Leao e Saelemaekers per far posto rispettivamente a Dalot, Mandzukic e Brahim Diaz e al 69’ il Milan ritorna in vantaggio grazie alla sfortunata autorete di Scamacca che, su corner battuto da Calhanoglu, inavvertitamente devia la palla alle spalle di Perin. Pioli opta poi per Tonali per Bennacer mentre il Genoa viene colpito in uno dei suoi momenti migliori della partita: al 74’ sono due le sostituzioni di Ballardini, entrano Shomurodov e Pandev al posto di Scamacca e Cassata per provare il forcing finale. Negli ultimi 10 minuti Calhanoglu ci prova prima con una punizione tagliata verso il centro ma Perin non si fa sorprendere e blocca in due tempi, e poi con un destro violento dal limite: questa volta il portiere ospite non respinge benissimo, ma riesce a evitare l'angolo. All’85’ il Genoa sfiora il gol del 2-2 con una doppia chance: Donnarumma perde palla in uscita, Masiello calcia ma Kjaer salva a porta vuota, sulla ribattuta altro tentativo di Behrami, murato ancora sulla linea da Tomori. Calvarese concede tre minuti di recupero dove il Genoa ci prova a ripetizione ma il risultato non cambia: 2-1 rossonero ma tanta, troppa fatica.