La grinta di Rino Gattuso (Alive)

Milano, 1 settembre  2018 - «Alla seconda giornata non si può parlare di svolta, c’era rammarico per la sconfitta di Napoli, ma non eravamo da buttare via in quella partita. Ci sono squadre che quest’anno si sono rafforzate, lo abbiamo fatto anche noi. Forse perché ci sono io in panchina, che sono giovane, ma viene messo in discussione tutto». Così Rino Gattuso commenta la vittoria del Milan sulla Roma. «Meglio la nostra mentalità, abbiamo dimostrato di saper soffrire - aggiunge l’allenatore dei rossoneri -. Non possiamo sempre comandare il gioco, dobbiamo imparare a giocare col coltello fra i denti in certe fasi della partita. La società mi ha messo a disposizione una buona rosa, con giocatori che nella passata stagione ci mancavano. Ma dobbiamo ancora migliorare. Le bandiere presenti in tribuna? Mi fa piacere vederle, però la carica dobbiamo trovarla in noi stessi, quando prepariamo le partite. Quest’anno si può lavorare in modo più tranquillo, dobbiamo lavorare con serietà. Ancora la squadra non è brillantissima, ma abbiamo lavorato tanto in questi 40 giorni e dobbiamo smaltire i carichi di lavoro».

«Higuain è uno che ci fa giocare bene: la coppia con Cutrone? Se giochi con con due linee di quattro magari non ti trovi bene. Però, Patrick è uno che ha il veleno addosso, ci sarà tempo e spazio anche per lui», conclude l’allenatore del Milan. «Sono contentissimo. Abbiamo vinto la partita e farlo cosi è ancora più bello. Ora spero di continuare cosi, di dare una grossa mano alla squadra e vincere le prossime partite». Con queste parole, al termine della vittoria della sua squadra contro la Roma, l’attaccante del Milan Patrick Cutrone ha commentato ai microfoni di Sky Sport la buona prova dei rossoneri. Infine, a proposito della convivenza con Higuain, il giovane attaccante rossonero ha spiegato: «Higuain sappiamo tutti che attaccante è: uno dei più forti al mondo. Per me è un onore giocare con lui e poter imparare da lui. Non mi piace stare in panchina, ma ho davanti un grandissimo attaccante, di certo farò di tutto per mettere in difficoltà il mister e dare una mano anche dalla panchina».

Qui Roma: «Come contro l'Atalanta, abbiamo regalato un tempo all’avversario, poi siamo cresciuti, peccato solo per l’ultimo gol che nasce da un’ingenuità di Nzonzi e De Rossi. Sono episodi che fanno parte del calcio, ma negli ultimi minuti è mancata un po’ di lucidità e l’abbiamo pagata cara». Questa la disanima dell’allenatore della Roma, Eusebio di Francesco. «La difesa a tre non ha dato i suoi frutti, però deve farci riflettere anche il fatto che partiamo sempre troppo piano. Le scelte che ho fatto comunque non hanno portato gli effetti che volevo e quindi mi prendo le responsabilità».