La commozione di Lucas Paquetà nel ricordale le baby vittime brasiliane (LaPresse)
La commozione di Lucas Paquetà nel ricordale le baby vittime brasiliane (LaPresse)

Milano, 11 febbraio 2019 - Nel giorno più triste del traditore Higuain, che a causa dello 0-6 subìto dal Chelsea contro il Manchester City potrebbe anche dire addio a breve al suo mentore Sarri a Londra, il Milan torna in possesso del quarto posto, si gode la nuova cartuccia sparata dal Pistolero Piatek (al 23esimo centro stagionale), porta a casa il sesto risultato utile consecutivo (tre vittorie e tre pareggi) e accoglie finalmente la prima magia di Paquetà. Ma soprattutto esce dal lungo periodo di costruzione e, per la prima volta, dimostra una maturità in campo mai vista finora. Come direbbe Gattuso, un Milan divenuto finalmente adulto, capace di vincere le partite che contano e imprimere il proprio gioco e il proprio ritmo. Tanto che la partita contro il Cagliari viene decisa in nove soli minuti di gioco, quelli intercorsi tra la sfortunata autorete di Ceppitelli (13') su respinta di Cragno e la marcatura del già citato Paquetà (22') su splendido assist di Calabria.

Nella ripresa, poi, l'immancabile firma di Piatek, un gol di rapina che ricorda molto quelli del migliore Pippo Inzaghi. Di motivi per essere soddisfatto Gattuso ne avrebbe davvero molti, anche se ovviamente i meriti del Milan nascono lì dove finiscono i demeriti di un Cagliari apparso fin troppo rinunciatario: i sardi, con un Barella a corrente alternata ed un Joao Pedro spesso unico barlume offensivo, non sono mai riusciti ad impensierire Donnarumma se non in occasione di due conclusioni dello stesso centrocampista brasiliano, bloccate ottimamente dal giovane estremo difensore rossonero (e dalla traversa nella seconda occasione), che ancora una volta ha ribadito la costante crescita palesata nelle ultime uscite stagionali, testimoniati dai soli tre gol subiti nelle ultime nove gare di campionato.

Il rotondo successo contro il Cagliari apre nel migliore dei modi un pokerissimo di sfide che molto potrà dire sulle velleità da quarto posto del Milan: «Sono anni che la squadra arriva in Primavera senza potersi giocare la Champions - ha sempre ribadito Gattuso - lavoriamo per centrare questo primo obiettivo». Superato l'ostacolo Cagliari, ora sabato ci sarà la trasferta di Bergamo contro l'Atalanta, primo vero spareggio Champions stagionale: da lì, poi, le gare contro Empoli, Sassuolo e Chievo che potrebbero dare la spinta decisiva per presentarsi al derby contro l'Inter del 17 marzo nel migliore dei modi: sarà quasi Primavera (mancheranno solo quattro giorni al cambio stagionale), con il popolo rossonero che sogna già ora di essere ancora in corsa per potersi giocare la qualificazione alla Champions. E, magari, fare uno sgambetto ai cugini interisti. © RIPRODUZIONE RISERVATA