Milano, 11 luglio 2018 - Le figuracce in Eurovisione davanti all’Uefa , l’addio in punta di piedi di Christian Abbiati (dopo appena una stagione da club manager), il ‘licenziamento’ improvviso di un paio di dipendenti deciso dai piani alti di via Rossi, il silenzio assordante dell’ad Marco Fassone sulle questioni societarie, le ammissioni di un disorientatissimo Massimiliano Mirabelli, l’evidente imbarazzo persino del tecnico Rino Gattuso. Ma da ieri c’è una nuova certezza: il club è a tutti gli effetti di Elliott. Il ceo del fondo, Paul Singer, promette di «creare stabilità finanziaria con una gestione sana; raggiungere successo a lungo termine e assicurare che il club sia ben capitalizzato; perseguire un modello operativo sostenibile che rispetti le norme del Fair play». «Come prima misura – annuncia il fondo – Elliott intende apportare 50 milioni di Euro di equity al club per stabilizzarne le finanze, e pianifica di apportare, nel tempo, ulteriori capitali per finanziare la crescita del Milan».

Project RedBlack, creata nel 2017 da Elliott e Blue Skye, si è appropriata delle quote di Rossoneri Sport Investment Lux, la società proprietaria del 99,93% del Milan. Dunque la commedia (degli equivoci e non solo) è finita. Siamo alla resa dei conti, o meglio all’epilogo della disastrosa gestione di uno sconosciuto uomo d’affari cinese: Yonghong Li non è più qui e il nuovo ribaltone societario è appena iniziato. Questo perché il club, dato in pegno dal broker asiatico ad un Fondo statunitense a garanzia del prestito di 303 milioni, può guardare con meno incertezza al futuro. Spazzati via Yonghong Li e il suo braccio destro Li Han, rimossi gli amministratori della Rossoneri Sport (la società di Li che controllava ilMilan) Chen Huashan e Henry Isabelle (sostituiti da Viktor Schuh, Aldo Savi e Gloria Centineo Cavarretta Mazzoleni), presto la stessa sorte toccherà ai cinesi facenti parte del CdA (Renshuo Xu e Bo Lu) considerato che domani, d’urgenza, si riunirà il cda rossonero che a sua volta convocherà l’assemblea degli azionisti del club.

nche Fassone (che non poco si è prodigato negli ultimi mesi) e Mirabelli rischiano seriamente il posto, mentre sullo sfondo avanza l’imponente sagoma di Paolo Maldini: presto infatti, l’ex capitano (che quindici mesi fa aveva detto «no grazie» all’invito della dirigenza di entrare in società) potrebbe essere nominato nuovo responsabile dell’area tecnica. Così avrebbe deciso Paul Singer, proprietario del Fondo Usa, il quale dopo aver avviato la procedura per l’escussione del pegno (vista la mancata restituzione, da parte dell’azionista di maggioranza rossonero, dei 32 milioni anticipati nei giorni scorsi da Elliott per completare la ricapitalizzazione) si è messo al lavoro in previsione di cambiamenti anche del management dei rossoneri. Tant’è che oltre alla figura di Maldini, si parla del ritorno di Umberto Gandini e pure dell’arrivo come ds di Cristiano Giuntoli