Rebic festeggiato dai compagni
Rebic festeggiato dai compagni

Milano, 14 maggio 2021 - I gol di Rebic, come l’anno scorso. Solo che questa volta la posta in palio è ben più importante, è la qualificazione a quella Champions League che dalle parti di Milanello manca ormai da tanto, troppo tempo. Sette anni, un’infinità per chi, nel corso della sua storia, è stato capace di fregiarsi anche del titolo di squadra più titolata del mondo. I gol di Rebic, ma non per l’Europa League. Proprio come l’anno scorso, il croato si è svegliato. Un giocatore che divide la stagione in due parti, da sempre: una più lenta e una molto intensa. L’anno scorso nella prima parte giocò poco tanto che, a gennaio, si era vociferato addirittura di un suo possibile ritorno all’Eintracht Francoforte, club che l’aveva ceduto in prestito ai rossoneri nello scambio con André Silva.
Poi si decise diversamente, soprattutto perché ci fu quella partita contro l’Udinese dove Rebic, con una doppietta, si prese il Milan. Da lì la sua esplosione e la volontà del club di riscattarlo a fine stagione. Un giocatore che, quando è costretto a giocare da centravanti, sicuramente è meno appariscente di Ibrahimovic, ma è uno che segna e che fa comodo. E lo dicono i numeri: tripletta al Torino, nel giorno in cui era stato chiamato a sostituire proprio Ibrahimovic. Ruolo, quello del centravanti, che molto probabilmente sarà chiamato a ricoprire fino a fine stagione, visto l’infortunio capitato allo svedese che lo terrà fuori per le restanti sfide contro Cagliari e Atalanta. Ma Rebic è molto di più: è un trequartista, è un giocatore di fascia, è un giocatore d’area. Che ora ha anche trovato la sua prima tripletta in rossonero.
E con i tre gol rifilati al Torino Rebic in campionato è arrivato a quota 11, raggiungendo Kessie sul secondo gradino del podio dietro proprio a Ibrahimovic, fermo a 15. Ma vista l’indisponibilità dello svedese, è lecito pensare anche ad un possibile attacco del croato alla poltrona di attaccante principe del club. E d’altra parte questo è il suo periodo, quello della seconda parte della stagione. Al Milan, infatti, ha messo a segno 21 dei suoi 22 gol in campionato proprio nella seconda parte del torneo.

Certo, ci sono sempre delle giustificazioni: l’anno scorso aveva subito le gerarchie di Giampaolo, che proprio non lo considerava; quest’anno, invece, nell’ordine sono arrivati prima l’infortunio al gomito e poi il covid. Serviva una sterzata, arrivata nel 2021. E ad oggi, come detto, sono 11 gol in 26 presenze, proprio come l’anno scorso, con l’aggiunta di sette assist. Che diventano nove se lo specchietto si allarga poi all’intera stagione. E pensare che il paradosso è che fino alle due gare di Torino (contro la Juventus prima e contro i granata poi) Rebic non era mai riuscito ad andare a segno quando era stato chiamato ad agire da centravanti: sette partite in precedenza e zero gol, due gare contro le piemontesi e quattro gol. Che ci sia stata un’inversione di tendenza è evidente. Ora sotto con il Cagliari, formazione contro la quale non ha di fatto mai giocato: una sola presenza ma con un solo minuto giocato , l’11 gennaio 2020. E poi l’Atalanta, altro club che non ha mai affrontato.
Motivazioni in più per concludere nel migliore dei modi questa stagione, magari con qualche altro gol che trascinerà il Milan in Champions League. Per rubare anche il titolo di capocannoniere a Ibrahimovic, che di certo non potrà che essere contento (o no?) della crescita del suo compagno croato. Per poi viaggiare insieme nella nuova avventura europea dei rossoneri, Cagliari permettendo ovviamente...