Milano, 6 luglio 2018 - Caos Milan, oggi il redde rationem di Yonghong Li. Il proprietario cinese, volato ieri da New York a Londra al fianco dei propri advisor per cercare una via di fuga, ha ancora 24 ore di tempo per rimborsare i 32 milioni ad Elliott e, da prassi, appare affannato sulla linea del traguardo. Tre gli scenari possibili e nessuno può escluderne uno a priori: Li può avere i soldi, come filtra dal suo entourage, e oggi li farà vedere; oppure potrebbe aver stretto un patto d’acciaio con qualcuno, pronto a rifonderli come terzo soggetto in cambio di quote del club; oppure potrebbe non averli e non saper nemmeno come reperirli.

Nei primi due casi al Milan non cambia nulla: Li resta in sella, se non al comando assoluto con almeno una parte azionaria del club. Nel terzo caso, ecco la rivoluzione: i legali del fondo Elliott (K&L Gates), precipitati in Lussemburgo, da lunedì avvieranno le procedure per escutere il pegno. Una pratica burocratica semplice da spiegare: il cda della Red Project, una volta certificato il mancato pagamento e la rottura dei covenant, dichiarerà inadempiente Li e si sostituirà alla Rossoneri Sports come holding del Milan. Appare forse questo l’epilogo più probabile: nella giornata di ieri infatti si è diffusa una voce, non confermata però da Elliott, secondo cui Li avrebbe chiesto una proroga di 48 ore al fondo americano per il rimborso, proroga non concessa. Alla finestra restano Rocco Commisso, Stephen Ross e la famiglia Ricketts: in attesa, anche loro di novità sul destino di Li e del Milan.

Parola al campo. In questa situazione tutt’altro che stabile, il Milan sul mercato è concentrato su parametri zero e prestiti, in attesa di fare cassa con le cessioni. Zaza entra e Kalinic esce, Gomez potrebbe rifiutare il Boca e finire alla Lazio, Locatelli è sempre più vicino al Sassuolo, che però dice no al prestito di Berardi. Il raduno di lunedì darà il via a una stagione in cui l’orizzonte della squadra di Gattuso (già al lavoro con il suo staff tecnico, in cui torna Fiori come preparatore dei portieri al posto di Magni, indizio della volontà di cedere Donnarumma) è limitato a campionato e coppa Italia, a meno che il Tas non annulli la squalifica Uefa che ha escluso il club per un anno dalle coppe europee. Per farlo servirebbe il cambio di proprietà. Oggi scopriremo tutto, con il gong decisivo.