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Kakà, terza vita con il suo Milan: "Vincere subito"

Dietro la scrivania dopo i trionfi in campo ma il ruolo nello staff è ancora da definire

di LUCA TALOTTA
Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2018 alle 09:05
Kakà in borghese

Milano, 30 agosto 2018 - Kakà al Milan, parte terza. Una storia d’amore che assomiglia di più ad una telenovela, infarcita di romanticismo in un mare di sorrisi e, a volte, anche di lacrime. E così, dopo Leonardo e Maldini, è tempo per i tifosi rossoneri di riabbracciare anche l’ex numero 22, quel Kakà capace di trasmettere emozioni uniche come non mai.

Perché è innegabile il peso che Ricardo abbia avuto nella storia del club di via Aldo Rossi. È sbarcato ieri a Malpensa, per unirsi alla nuova società rossonera targata Elliott per un periodo di formazione: stage, si direbbe, anche se suona strano affiancare una parola del genere ad una personalità come quella di Kakà; che in carriera ha vinto tutto, Pallone d’oro compreso: «Io e Leonardo parliamo spesso, siamo amici, ma sul ruolo che avrò al Milan ancora non ne abbiamo discusso», ha precisato il diretto interessato. Che arriva in punta di piedi, con l’educazione che l’ha sempre contraddistinto durante i suoi anni milanesi: impeccabile come sempre, senza mancare di rispetto a nessuno e senza alzare la voce per non essere stato chiamato prima, nonostante già ci fosse stato un colloquio con la precedente dirigenza. Sapere cosa accadrà non è ancora possibile, ma Leonardo sa come convincerlo, magari proponendogli un lavoro di scouting in Sudamerica al fianco di Serginho: «Per me venire a Milano è sempre bellissimo, sono davvero contento – ha proseguito ancora Kakà – ho visto la partita con il Napoli e spero che sia una stagione buona per il club».

Il nuovo Milan targato Elliott costruisce il suo futuro guardando al passato e raccogliendo quanto di buono è stato fatto. Riassaporando soprattutto il “Kakà, parte prima” della storia rossonera, quel periodo che dal 2003 al 2009 ha visto il brasiliano contribuire al successo di due Supercoppe europee, una Champions League, una Coppa del Mondo per Club, uno Scudetto e una Supercoppa italiana. Tempi in cui il Milan dettava legge, in Italia e nel mondo. Chissà che l’entusiasmo di Kakà, unito al lavoro di Leonardo eMaldini, non possa ridare la giusta carica a questo povero Diavolo. Magari già a partire dalla gara di domani contro la Roma: «Sarà bellissimo tornare a San Siro – ha concluso il brasiliano – Cosa mi aspetto? Ovvio, una vittoria rossonera». Kakà al Milan, parte terza: tutto pronto, si gira. Sperando che sia un film da premio Oscar

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