Patrick Cutrone
Patrick Cutrone

Milano, 4 dicembre 2018 - Cutrone, Higuain e Ibrahimovic. Da coperta troppo corta, in alcuni momenti cortissima, ad abbondanza imprevista. Certo lo svedese non è ancora un giocatore del Milan e molto dipenderà dalle sanzioni che arriveranno dalla Uefa per aver sforato i paletti del Fair Play Finanziario nel triennio 2014-2017, ma ora la palla passa idealmente in mano a Gattuso. Che dovrà essere bravo, nel caso, a gestire tre atleti diversi tra di loro che, a loro modo, reclameranno spazio. Ad oggi appare impossibile privarsi di Cutrone, che a suon di gol e grinta sta tenendo a galla un Milan che non vive dell’apporto del suo cannoniere principe (o perlomeno, quello che doveva essere all’inizio dell’anno nella testa di tutti, tifosi e dirigenti compresi) ormai da troppo tempo: tra rigori sbagliati, espulsioni, squalifiche e presunti mal di pancia, infatti, Higuain non segna dal 28 ottobre scorso, da quel MilanSampdoria 3-2 che ha dato la svolta alla stagione dei rossoneri ma ha assopito la verve offensiva del Pipita. Il numero nove rossonero, da lì, è sceso in campo in altre quattro gare (tre di campionato e una di Europa League) non riuscendo più ad andare a segno: il digiuno dal gol più lungo da quando è arrivato in maglia rossonera.

Se Higuain spera di ritrovare la sua vena realizzativa contro il Torino domenica sera, Cutrone gongola per un magic moment che sembra non avere fine: e ormai chiamarlo promessa inizia ad essere anche riduttivo, perché con il gol di domenica al Parma sono 25 i centri in 63 presenze in Serie A. Una certezza per Gattuso, in barba a chi vede nel solo Ibrahimovic l’arma in più del Milan per blindare il quarto posto che vorrebbe dire qualificazione alla prossima Champions League o, addirittura, provare ad insidiare la terza piazza oggi in mano ai cugini interisti: «Zlatan non sarebbe comunque un problema per Patrick - ha ammesso il suo agente Orgnoni - i campioni aiutano a crescere». E la vicinanza dello svedese potrebbe davvero essere la chiave di volta per fare in modo che Cutrone si possa prendere tutto quest’anno: Milan, Champions League e nazionale italiana. Con il benestare anche della dirigenza rossonera: «Ibra? Se si può fare, noi ci siamo. Per ora ci godiamo questo Patrick» le parole recenti di PaoloMaldini. Che di fatto ribadiscono come il giovane 20enne rossonero sia ormai uno degli elementi cardine di questa squadra. Certo, le scelte le farà poi Gattuso: ma tra Cutrone, Higuain e Ibrahimovic, chi si siederà in panchina? Forse è fin troppo presto per intavolare discorsi e pensieri del genere ed è anche fin troppo riduttivo, visto i molti impegni ravvicinati in calendario, ma ad oggi le quotazioni di Higuain sembrano quelle più al ribasso. Senza dimenticare che, dopo la sconfitta contro la Juventus, il Milan ha sempre giocato in campionato con tre attaccanti, di cui due larghi sugli esterni (Suso e Calhanoglu) e una sola punta centrale (Cutrone); solo contro il Dudelange si è tornati all’attacco a due punte: cosa dobbiamo aspettarci per domenica, visto che Gattuso avrà a disposizione sia Higuain, rientrante dalla squalifica, che Cutrone?