Milano, 20 agosto 2018 - Una settimana in più per presentarsi al via del campionato con le idee ancora più chiare. Il rinvio della sfida che si sarebbe dovuta disputare ieri sera contro il Genoa ha concesso a Gattuso altri giorni preziosi per poter lavorare con il gruppo, ma soprattutto per provare ad imbastire un’idea ancora più netta del modulo di gioco da dover applicare quest’anno. Anche se, visto il mercato in entrata, si continuerà con il 4-3-3 che tanto bene ha reso nella seconda parte della scorsa stagione. Di indizi ce ne sono tanti, uno su tutti l’aver deciso di puntare esclusivamente su Higuain e Cutrone come punte centrali. Certamente questo permetterà ad entrambi di disputare un considerevole numero di partite durante la stagione, ma la scelta potrebbe anche essere un’arma a doppio taglio: perché in caso di squalifiche, infortuni o semplici «raffreddori», la coperta inizia a diventare molto corta.

A suo favore l’operato della società, che acquistando Higuain e cedendo i vari Kalinic, Bacca e André Silva ha voluto condividere la linea del tecnico calabrese. Ma è chiaro che Gattuso lavorerà anche a soluzioni differenti: perché è difficile immaginare un Milan che abbia una pelle sola, alla luce soprattutto del fatto che la conquista della qualificazione in Champions, quest’anno, sarà un imperativo categorico visti gli investimenti fatti (e i futuri riscatti dei prestiti). E che quindi gli errori dovranno rasentare lo zero assoluto. L’abbondanza appare chiara soprattutto sulle fasce: sia in difesa, dove ci sono discrete scelte a destra (Calabria e Abate, in attesa di Conti che dovrebbe tornare ad inizio autunno) come pure a sinistra (Rodriguez e Laxalt, oltre a Strinic che sta osservando un periodo di riposo forzato per problemi cardiaci), sia a centrocampo, dove Bakayoko farà rifiatare Kessie all’occorrenza (ma non è detto che le gerarchie siano sempre le stesse) e Halilovic e Laxalt potrebbero agire da vice Bonaventura. In fase offensiva, infine, se Suso e Calhanoglu erano i titolari indiscussi l’anno scorso, con l’arrivo del già citato ex Genoa e di Castillejo le alternative non mancano. Un quadro dove l’ago della bilancia appare Calhanoglu, che potrebbe agire da trequartista alle spalle della coppia Higuain - Cutrone in un 4-3-1-2 dove il sacrificato apparirebbe Suso. Ma, visto l’abbondanza di esterni, è facile immaginare anche un ipotetico 4-2-3-1, con Bakayoko e Biglia a far da diga dietro a quattro uomini d’attacco.