Gonzalo Higuain (Lapresse)
Gonzalo Higuain (Lapresse)

Milano, 21 gennaio 2019 - Dopo settimane di musi lunghi, “richiami societari” e pettegolezzi vari, le strade del Milan e di Gonzalo Higuain si separano. Più o meno ufficialmente. Anche se manca ancora l’annuncio del trasferimento del Pipita al Chelsea, a mettere la parola fine alla telenovela ci ha pensato ieri Rino Gattuso, che non ha convocato l’attaccante argentino (e Halilovic) per il posticipo di Marassi contro il Genoa (ore 15). «Penso che quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato uno dei peggiori allenamenti della mia gestione. Vedo una squadra preoccupata, bisogna mettere da parte le chiacchiere – ha tuonato l’allenatore, cercando di spiegare la sua decisione –. Dopo la seduta di analisi video, ho parlato con Higuain: a livello mentale ho bisogno di chi è pronto e lui non era pronto per venire con noi in guerra». Si capisce benissimo che il tecnico è seccato. Probabilmente si sente “tradito” dal suo calciatore di maggior talento.

Ma nel suo sfogo Gattuso dosa le parole con grande equilibrio: «Non sono deluso perché sono stato un calciatore. E so come ragiona un calciatore e chi gli sta intorno. Non è la prima volta. E’ successo anche con Bonucci. Con me Higuain si è comportato bene, dava palleggio e fluidità a livello di gioco, anche se attaccava poco la profondità. Certo, poteva fare di più. E anche noi potevamo fare qualcosa in più per metterlo in condizione di esprimersi al meglio. Perciò accetto la sua scelta». In realtà tutta la questione poteva essere gestita meglio, per il bene della squadra. Da oggi meglio voltar pagina e puntare il mirino solo su quel quarto posto che è lì, a pochi passi, senza troppo farsi condizionare da chi ha scelto un altro destino. «È chiaro che ormai non si parlava più della partita del giorno dopo, arrivavano solo cento domande su Higuain. Noi invece abbiamo un obiettivo ben preciso e non dobbiamo più perdere tempo ed energie. Abbiamo bisogno di tranquillità e dobbiamo ritrovare entusiasmo. Tutto questo non ci ha aiutato».

Pochissime parole sul probabile sostituto di Higuain. Genoa e Milan continuano a parlare per il trasferimento di Piatek (oggi in tribuna, perché squalificato) in rossonero, ma la questione sembra solo sfiorare il tecnico che oggi punterà sul motivatissimo Cutrone: «Dobbiamo pensare alla partita col Genoa, perché la Roma ci ha superato. Se Piatek arriverà, vi dirò che caratteristiche ha e che cosa ci può dare in più o in meno. Ma in generale dal mercato non mi aspetto regali, ci sono parametri da rispettare». Sul treno che ha condotto la squadra a Genova c’era una squadra dimezzata (7 le assenze per infortunio o squalifiche, anche il tecnico sarà in tribuna) ma almeno si è rivisto Suso. Anche se Gattuso frena gli entusiasmi di chi spera di vedere subito in campo lo spagnolo: «Non è ancora al 100% perché avverte ancora qualche fastidio. Ma ha dato la sua disponibilità. Valuteremo prima della gara». Insomma, proprio difficile strappare un sorriso a Gattuso, che fatica a metter da parte rabbia e delusione accumulate in Supercoppa: «Contro la Juventus abbiamo fatto una buona prestazione. Non dobbiamo tornare indietro, anzi mi piacerebbe rivedere il Milan delle prime 7 partite, facevamo un calcio tra i migliori d’Italia…».