Gigio Donnarumma
Gigio Donnarumma

Milano, 12 febbraio 2021 -  E ora il Milan è chiamato al salto di qualità. Necessario, per poter tenere in squadra i suoi migliori giocatori e alzare l’asticella per tornare ad essere la squadra che aveva dominato il mondo negli anni ’90 e 2000. Un salto di qualità che, obbligatoriamente, si traduce in due azioni pratiche: tenere con sé i top player e alzare il monte ingaggi, questioni spinose e quanto mai delicate che, ovviamente, hanno un’origine comune. Si va verso la seconda parte di stagione, che porta sempre più vicina la data del 30 giugno, giorno in cui i giocatori in scadenza di contratto potranno ritenersi liberi a parametro zero. Atleti che, comunque, dall’1 gennaio scorso sono liberi di firmare con altre squadre; ma nessuno di coloro che vive all’interno del Milan in questa situazione, ad ora, ha già siglato un nuovo contratto con un nuovo team. A riprova che i vari Donnarumma, Calhanoglu e Ibrahimovic puntano tutti a rimanere in rossonero.

Ma ora la palla passa in mano proprio alla società, chiamata all’accelerata per non perdere i suoi top player. Il discorso più spinoso, dopo mesi di silenzio, è quello legato al giovane portiere rossonero: Donnarumma, uno dei portieri più forti al mondo, è un bene troppo prezioso da lasciarsi sfuggire. Anche perché se dovesse andare via, ad oggi sul mercato un sostituto all’altezza costerebbe moltissimo. Donnarumma avrebbe già potuto firmare a parametro zero con un’altra squadra, se non lo ha fatto è perché vuole restare. Ma se il Milan vuole tenerselo, dovrà cedere. Ad oggi il club ha proposto un contratto da 7,5 milioni al portiere per cinque anni, contro gli attuali sei che percepisce. Mentre Mino Raiola vuole rinnovare al massimo per un anno o due e non si accontenta della cifra proposta dai rossoneri, con l’incognita Juve sullo sfondo. Lo scenario più plausibile, però, potrebbe essere un rinnovo di soli 1 o 2 anni a 7,5 milioni, per allontanare le voci di mercato e andare incontro alla società, e rinnovare a lungo e con cifre diverse una volta passata la crisi economica causata dal covid. Per ora è un’ipotesi, molto dipenderà dall’atteggiamento che manterrà Raiola. Che per ora prende tempo, sperando che rallentando la marcia possa raccogliere tra qualche mese una proposta alternativa che al momento non ha alle cifre che vorrebbe lui (10 milioni netti all’anno). Intanto oggi è già tempo di vigilia di gara, perché domani sera il Milan sarà a La Spezia sul campo della squadra di Italiano (ore 20.45).

Per l’occasione Pioli può gioire, perché ritrova in un colpo solo tre pilastri della sua squadra: Kjaer, Bennacer e Calhanoglu. Il difensore danese e il centrocampista algerino ieri hanno lavorato con il gruppo e sono dunque arruolati per la sfida di stasera, mentre il turco ha già dimostrato domenica scorsa di essere rientrato a pieni giri, con i due assist forniti a Rebic nel giro di due minuto nel corso del 4-0 rifilato al Crotone a San Siro. Anche Tonali ha recuperato, ma l’ex Bres cia si siederà in panchina proprio per fare spazio all’algerino in mediana al fianco di Kessie. Kjaer dovrebbe riprendere il suo posto al centro della difesa al fianco di Romagnoli, anche se Tomori scalda i motori. In vista della sfida di La Spezia c’è il ballottaggio tra Saelemaekers e Castillejo per un posto sulla corsia offensiva di destra, con il secondo che sta recuperando continuamente posizioni nelle gerarchie di Stefano Pioli.