Gattuso
Gattuso

Milano, 18 gennaio 2019 - A mani vuote e con i nervi a fior di pelle. Il Milan è tornato all’alba di ieri da Jeddah, senza la Supercoppa Italiana e con l’umore più nero della pece. La sconfitta con la Juventus dopo una prestazione di discreto livello, le polemiche per alcune decisioni arbitrali (Conti ‘affossato’ da Emre Can con Banti che ignora tutto, Var compresa) e i capricci di Higuain (polemico con un cronista all’aeroporto, al punto da rispondergli «cerchi casino? Non lo troverai mai», dopo una ovvia domanda sul Chelsea) sono bocconi indigesti per tutti. In pochi sono riusciti a riposare in aereo, ripensando a quel che poteva essere e non è stato. E al risveglio tutti via a testa bassa con gli occhi gonfi di rabbia. E “seccatura“ nei confronti dei cronisti presenti. Scontato, poi, che nel pomeriggio al danno si sia aggiunta la beffa: perché è arrivata, puntuale, anche la mazzata del giudice sportivo che non solo ha squalificato (come previsto) i diffidati Calabria e Romagnoli oltre Kessie (espulso), ma ha pure fermato, sempre per un turno lo stesso Gattuso (che ha rimediato anche un’ammenda di 15mila euro) perché, come si legge nel comunicato del giudice sportivo, «al termine della gara, con fare minaccioso, in prossimità del Direttore di gara, contestava urlando una sua decisione, nonché per avere successivamente, in attesa della premiazione, rivolto all’arbitro parole offensive ed insinuanti».

A completare un day after da dimenticare, anche la squalifica fino al 4 febbraio prossimo del medico del Milan Mario Brozzi, perché «al termine della gara, con fare arrogante e dispregiativo, rivolgendosi ad un proprio calciatore, proferiva, percepito dal direttore di gara, parole gravemente offensive e insinuanti». Insomma, piove davvero sul bagnato in casa Milan. Da oggi a Milanello toccherà a Gattuso rimettere insieme i cocci dello spogliatoio in vista della delicata trasferta di Marassi, lunedì pomeriggio contro il Genoa. Non preoccupa tanto il fatto che la squadra sia decimata da infortuni e squalifiche (per fortuna torna Suso), ma il clima che si respira attorno al gruppo. Va risolto, subito, il ‘mistero’ Higuain, tanto più che di misterioso adesso non c’è più nulla. Sarri lo aspetta Londra, il Chelsea vorrebbe già schierarlo contro l’Arsenal domani a condizione che l’affare (prestito per 6 mesi con clausole legate al rendimento per estendere l’accordo alla stagione 2019-20, con ingaggio ben superiore agli attuali 8,5 milioni) si chiuda entro mezzogiorno. Perciò stamattina l’argentino volerà Oltremanica mentre gli inglesi cercheranno di ‘spedire’ Morata all’Atletico Madrid.

E Il Milan? Dopo aver gestito maluccio il caso Higuain alla vigilia della finale di Supercoppa, si pensa al futuro. Da giorni Leonardo pare aver puntato tutto su Piatek: prestito oneroso con diritto di riscatto a 40 milioni. Il Genoa ha aperto le porte alla trattativa, vedremo. Pochissime le alternative: il belga Batshuayi del Valencia e Pato, che può arrivare a parametro zero per i guai del Tianjin commissariato. Intanto si complica il ritorno di Hakan Calhanoglu in Bundesliga: per il Lipsia eccessiva la valutazione di 22 milioni data dai rossoneri per il centrocampista. E così Ralf Rangnick, allenatore e direttore sportivo della squadra tedesca, stoppa le voci di mercato: «Conosciamo il giocatore per averlo visto all’opera nella Bundesliga ma finanziariamente è un’operazione non fattibile». Un problema in più per Leonardo e Maldini: con la cessione del centrocampista si sarebbe finanziato il mercato di gennaio rispettando i parametri del FFP dettati da Nyon.