Hakan Calhanoglu, Milan (Newpress)
Hakan Calhanoglu, Milan (Newpress)

Milano, 15 marzo 2019 - Non solo i gol di Piatek e la verve di Paquetà, l’ottimo momento del Milan passa anche dai piedi e dal cuore di Hakan Calhanoglu. Il classe ’94 è pronto a vivere un derby fondamentale per conservare il terzo posto a dispetto dei cugini. Proprio il fantasista parla del suo stato di gloria e dell’appuntamento di domenica.

Sensazioni «E’ una grande emozione, siamo carichi, tutte le gare sono importanti ma il derby è sempre particolare. Sarà una sfida dura ma stavolta giochiamo in casa e possiamo contare sul supporto dei nostri tifosi. Dovremo dare il 150%. Ci sentiamo forti ma l’Inter è una buona squadra, dobbiamo concentrarci sui noi stessi. Sogno di fare l’assist a Piatek per il gol vittoria di domenica ma l’arma per aggiudicarci il derby sarà non cambiare il nostro modo di giocare. Chi toglierei volentieri ai cugini? Sicuramente Politano e Brozovic. Per me Icardi è un giocatore molto bravo ma è una faccenda dell’Inter e sulla quale non mi posso esprimere».

Crescita «Il calcio è una questione di tempistiche, esistono momenti in cui si gioca meglio e peggio, io sono sempre stato focalizzato sul gruppo e anche partendo dalla panchina sono stato al servizio della squadra. Ala o centrocampista? Dipende dal sistema di gioco che sceglie il tecnico, anche con la Turchia giochiamo 4-3-3- o 5-3-2 e ricopro il ruolo che mi viene richiesto. Ora le mie performances sono positive, voglio che il Milan ritorni in Champions. Ho visto la partita della Juventus con l’Atletico, siamo vicini a vivere anche noi serate come quella».

Il feeling con Gattuso è ormai noto: «Nella mia carriera ho sempre avuto un’ottima comunicazione con tutti i miei coach, io rispetto il mister e lui rispetta me. Gattuso è così con tutti, non fa differenze, lui prima era un calciatore e sa cosa provano i giocatori: parla sempre con tutti, dà energia positiva, mi ha aiutato anche nel privato». Ma pure con i compagni il tedesco ha trovato sintonia: «Paquetà e Piatek si sono subito integrati, sul campo gli abbiamo dato la possibilità di mostrare le loro qualità. Siamo una squadra internazionale ma unita, siamo più di una famiglia. Il compagno che mi ha più sorpreso? Bakayoko: all’inizio veniva fischiato adesso invece è amato da tutti, si allena duramente. Romagnoli è giovane, non è solo il nostro capitano ma è anche un ottimo calciatore». Presente sì, ma anche passato: «Higuain? In ogni squadra ha sempre segnato, non ci sono colpe da dare né a lui né tantomeno al Milan. Maldini? Lui e Leonardo sono due monumenti del calcio e mi mettono un po’ di soggezione ma sono onorato di giocare qui». Zero pressione. Una sola rete in campionato... «Non devo sbloccarmi, io faccio il meglio, se poi non segno non importa, non posso tirare fuori il gol dal cappello magico. Conta lavorare per la squadra e non essere egoisti, io faccio 12 chilometri a partita. Il campionato italiano è diverso da quello tedesco: qui corro di più, lì attaccavo e basta.

Continuo a pensare di essere il migliore a tirare le punizioni, prima o poi arriveranno». Dopo le voci di cessione a gennaio («E’ vero, ci sono club che mi vogliono ma io sono felice qui»), a marzo Hakan è diventato padre per la prima volta: «Sono felicissimo, se segnassi al derby sicuramente la dedica sarebbe per mia figlia». Sul futuro invece Calha non ha dubbi: «Restare al Milan a lungo? Spero di sì».