Milano, 8 marzo 2018 - Non ci sarà la musichetta della Champions ad accompagnare l’ingresso in campo dei 22 giocatori, ma dalle 19 a San Siro sarà come rievocare alcuni match del passato, di quelli che ti mettono brividi e adrenalina addosso. C’è Milan-Arsenal, l’Europa League entra nel vivo con l’andata degli ottavi, l’asticella si alza per i rossoneri. Una partita che sembra fatta apposta per risvegliare ambizioni abituali un lustro fa e capire a che livello sono arrivati Bonucci e soci.

Vero, i ‘Gunners’ non sono nel periodo migliore (quattro sconfitte di fila), anche un ‘monumento’ come Arsene Wenger è stato messo in discussione dai tifosi, ma c’è curiosità proprio per il confronto a distanza fra panchine: «Oggi in confronto a Wenger sono un allenatore dei Pulcini – sorride Gattuso –. Non è una sfida tra me e lui, altrimenti non ci sarebbe partita» («Potrei chiedere io dei consigli a Gattuso», la simpatica replica del francese). Ringhio cerca invece di trasmettere tranquillità al gruppo: «Una partita come questa tutti sognano di giocarla ma in pochi ci riescono», dice Gattuso, che dell’Arsenal ha un pessimo ricordo che risale a dieci anni fa. Ma oggi è un’altra storia: gli inglesi, senza Lacazette e Aubameyang fanno meno paura, giocano con poca intensità e hanno una difesa colabrodo («Ci sarà tanto da lottare», avverte Wenger).

Il Milan, da parte sua, si presenta con un bel biglietto da visita: tredici risultati utili consecutivi, squadra imbattuta nel 2018 e uno stadio pronto a trascinarla. In campo gli stessi che avrebbero dovuto giocare il derby (appena 18 convocati, solo un difensore in panchina). «Non dobbiamo spaventarci dei 70mila che avranno gli occhi su di noi ma giocare come sappiamo – avverte l’allenatore –. La preoccupazione è come non far segnare l’Arsenal, di notte sogno Özil. Dobbiamo essere bravi a farli correre quando abbiamo la palla, perché a loro correre non piace». Però bisognerà far gol, ci proveranno soprattutto Cutrone e Suso. Per regalare una notte da sogno ai tifosi.