Luciano Spalletti

Milano, 26 agosto 2018 - Per riveder le stelle, come da adagio dantesco e da claim della campagna abbonamenti dell’Inter, alla seconda giornata è già tempo di uscire dall’inferno. Lo stop di Reggio Emilia, complice una brutta prova al cospetto del Sassuolo, non ha compromesso nulla ma ha fatto allungare qualche muso tra i tifosi nerazzurri. Poco cambia, in termini di affluenza: anche stasera al fischio d’inizio contro il Torino dell’ex Mazzarri saranno oltre sessantamila a sostenere la squadra di Spalletti. «Dobbiamo vincere per loro», continua a ripetere il tecnico, che dopo aver provato a giustificare una scialba uscita alMapei Stadium ieri è passato alle tirate d’orecchi. «Abbiamo infastidito quel che è il sentimento degli interisti. Li abbiamo messi in imbarazzo, perché ci sono mancate quelle certezze che avevamo conosciuto e superato durante la lotta per il quarto posto dello scorso campio- nato. È qualcosa che ci imbarazza un po’ tutti, ma sono convinto della serietà e della disponibilità dei miei calciatori». 

L'argomento Nainggolan, inteso come le sue recenti scorribande notturne, passa in carrozza, superato per importanza dalle possibilità di vederlo in campo. «È convocato, ma serve cautela», dice Spalletti. Stasera deciderà se richiederne i servigi a gara in corso, di certo non sarà tra i titolari. Torneranno invece Skriniar in difesa (fuori uno tra De Vrij e Miranda) e Perisic a sinistra (in panchina Dalbert con Asamoah in difesa). Da capire se tra i titolari ci sarà anche Vrsaljko, arrivato ad Appiano una settimana prima dell’avvio della Serie A: il tecnico potrebbe decidere di non affidarsi a troppi giocatori ancora in rodaggio. Le chiavi del centrocampo, una volta di più, saranno in mano a Marcelo Brozovic, l’attacco alla coppia Icardi-Lautaro Martinez. La classifica dei gol segnati, dagli attaccanti e dall’Inter tutta, dipenderà molto da quanto i nerazzurri riusciranno a distribuire le segnature. Lo scorso anno la “dipendenza” dal 9 argentino fu fin troppo marcata.