Luciano Spalletti
Luciano Spalletti

Milano, 25 aprile 2019 - Al completo, come meglio non si potrebbe auspicare. Luciano Spalletti era sorridente ieri, all’uscita dal centro sportivo di Appiano Gentile, tanto da concedersi a foto e autografi dei tifosi che lo hanno atteso ai cancelli per un ricordo. Aveva appena concluso un allenamento al quale avevano partecipato tutti gli effettivi, anche Marcelo Brozovic, reduce da un guaio muscolare che lo ha messo fuori causa contro Frosinone e Roma. Il ritorno del croato dà ampia scelta al tecnico, non che tiri aria di rivoluzione: la formazione di sabato sera contro la Juventus potrebbe addirittura essere la stessa schierata contro i giallorossi.

Questo perché, anche se a disposizione, Brozovic sconta due settimane di allenamenti a parte ed è stato sostituito da un Borja Valero in grande spolvero, le cui caratteristiche sono simili a quelle del compagno di squadra. Un titolare inamovibile, ma anche un elemento che potrebbe non avere i 90’ nelle gambe. Vuole giocare, ci sta provando in ogni modo. Avrebbe disputato anche la partita di sabato scorso, se non fosse che la prudenza consigliava di non ricorrere al suo utilizzo, specialmente in una situazione che è tutto tranne che di emergenza.

Salvo sorprese, sabato non ci sarà il nome di Mauro Icardi tra i titolari, a vantaggio di Lautaro Martinez. Dall’Argentina giungono voci di un interessamento di Ausilio per un altro gioiello proveniente dal Racing, Renzo Saravia, laterale destro che si è appena laureato campione con il proprio club e fa parte del progetto di rinnovamento della Selecciòn inaugurato da Scaloni. Quasi sicuramente in quella zona di campo non resterà Cedric, preso per sostituire la meteora Vrsaljko dopo un grave infortunio e divenuto un semplice vice-D’Ambrosio. Non verrà riscattato dal Southampton e chiuderà con ben poche presenze all’attivo. Ieri è stata anche la giornata in cui José Mourinho ha sottolineato, in un’intervista a Dazn, il proprio amore per i colori nerazzurri. «Una famiglia, ancora oggi a Londra capita di incontrare dei tifosi che mi abbracciano. Le vittorie hanno creato grande empatia».