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29 dic 2021

Inter tra guai societari, scudetto e cessioni illustri: ma il 2021 resterà nella storia

Il tricolore dopo undici anni la qualificazione agli ottavi di Champions dopo dieci. In mezzo le difficoltà economiche

29 dic 2021
mattia todisco
Sport
Fc Inter�s players jubilate with the trophy after winning the Scudetto 20/21  at the end of the Italian serie A soccer match between FC Inter  and Udinese at Giuseppe Meazza stadium in Milan, 23 May 2021.
ANSA / MATTEO BAZZI
La premiazione e la festa scudetto
Fc Inter�s players jubilate with the trophy after winning the Scudetto 20/21  at the end of the Italian serie A soccer match between FC Inter  and Udinese at Giuseppe Meazza stadium in Milan, 23 May 2021.
ANSA / MATTEO BAZZI
La premiazione e la festa scudetto

I numeri e i trionfi bastano da soli a definire l'anno 2021 dell'Inter. Campione d'Italia, come non accadeva dal 2010, epoca morattiana. Il primo successo dell'era Suning, l'ultimo di Antonio Conte prima di lasciare nuovamente la Serie A. L'unico aspetto turbolento dell'annata nerazzurra è stato quello economico, che ha portato la proprietà vicina alla cessione delle quote a Bc Partners, trattativa tramontata per la troppa differenza tra domanda e offerta. Le voci di un addio del colosso cinese sussistono tutt'oggi, sebbene smentite e riguardanti realtà differenti (il fondo arabo Pif e l'imprenditore americano Daniel Straus).
Nell'albo d'oro resterà l'apoteosi sportiva, la parte più significativa del 2021 interista. Uno scudetto che porta la firma dell'allenatore, di un management in attesa di conferma (Marotta, Antonello, Ausilio, Baccin) e di un gruppo che si è isolato dalle vicende societarie per concentrare ogni sforzo sul campo, prendendo nettamente il largo a partire da marzo senza più guardarsi indietro. Il tricolore è arrivato con quattro giornate d'anticipo, largamente annunciato visto il distacco accumulato. Protagonisti giocatori che sono rimasti per provare a confermare il successo e altri sacrificati sull'altare della stabilità finanziaria del club, minata dalla pandemia fino a far ritardare pesantemente il pagamento gli stipendi e aprire le porte a un prestito da 275 milioni di euro da parte del fondo Oaktree. Hakimi, partito per 70 milioni e acquistato dal Paris Saint-Germain; Lukaku, prelevato per 115 milioni dal Chelsea. Più Eriksen, fermato da un'aritmia cardiaca e il cui contratto è stato risolto di recente, dato che il danese non può giocare nel nostro Paese a causa del defibrillatore impiantato dopo l'incidente.

La nuova Inter ha oggi i volti di Dumfries, Dzeko e Calhanoglu, i sostituti designati, messi a disposizione di Simone Inzaghi in una turbolenta estate dopo la quale la squadra è uscita molto più forte di quanto non si potesse immaginare. Lo scudetto ha dato fiducia a titolari e presunte riserve, sempre pronte quando chiamate in causa. Dopo un avvio con qualche scontro diretto lasciato per strada tra episodi girati male e una difesa più ballerina del dovuto, Inzaghi ha trovato la quadra e si è ripreso lo scettro della Serie A. È primo con quattro punti di vantaggio sul Milan e sette sul Napoli, entrambe erano a +7 sui nerazzurri alla vigilia di Inter-Napoli del 21 novembre. In parallelo è arrivata la qualificazione agli ottavi di Champions League che mancava dal 2012, prima vera richiesta della dirigenza al nuovo allenatore. Un traguardo tagliato con 90' d'anticipo. Il tutto giocando un calcio più offensivo e meno votato alla rimessa rispetto all'ultima versione interista di Conte. Una mutazione resasi quasi necessaria per la diversità di caratteristiche tra Lukaku e Dzeko, che si sono divisi a metà l'anno solare come perno offensivo della squadra, coadiuvati da Lautaro Martinez. 
L'auspicio dell'Inter per il 2022 è proseguire nel solco tracciato, affrontando la “sfida impossibile” del Liverpool in Europa e provando a tenere in mano il primato nazionale. Già a metà febbraio, quando saranno stati messi alle spalle gli scontri diretti contro Milan, Napoli e Atalanta in campionato, più la finale di Supercoppa contro la Juventus e uno o due turni di Coppa Italia (a seconda dei risultati), il quadro su come potrà essere la stagione in corso sarà molto più chiaro.

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