Giuseppe Marotta (Ansa)
Giuseppe Marotta (Ansa)

Milano, 12 febbraio 2019 - Se cercate tranquillità, state lontani dall’Inter. Nemmeno un successo a Parma, il primo in campionato nel 2019, ha allontanato dall’attualità nerazzurra temi che non fossero quelli legati all’attesa vittoria, al ritorno al gol, al rilancio di Lautaro o alla difesa che continua a dare certezze ben più di quanto non faccia l’attacco. Il tema è Icardi, sempre Icardi, fortissimamente Icardi.

Il rinnovo che non arriva, in un momento nel quale le polveri del capitano sono fradicie, più che bagnate (sette gare di A senza segnare, mai un digiuno così in nerazzurro). A rilanciare la centralità della situazione contrattuale di Maurito è stato Spalletti, palla colta al balzo con il tempismo di un centravanti da Wanda Nara. Beppe Marotta, una volta di più, ha provato a fare da pompiere. «Ho sentito Spalletti per telefono, avremo modo di parlare, gestiremo la situazione nel modo migliore e nell’interesse di tutti – ha dichiarato l’a.d. a margine dell’assemblea dei club di Serie A –. Il rinnovo di Icardi non è assolutamente un problema. Quello che dovevamo dire lo abbiamo già detto, al di là del chiarimento con Spalletti che è giusto fare per il resto gestiremo la situazione; ma smentisco che possa esserci un caso». Probabilmente Marotta non si aspettava un’uscita come quella del tecnico, con cui al telefono dovrà avere un chiarimento generale in cui la questione Icardi non sarà la sola da dirimere.

C’è una questione di ruoli, sebbene l’opinione del tecnico possa anche essere condivisibile: «Sedersi e risolvere la questione», come richiesto, potrebbe effettivamente avere risvolti positivi, ma in società sono convinti che debba essere la dirigenza a dettare i tempi, non il giocatore o l’allenatore. Più facile attendersi il comportamento di Wanda Nara a Tiki Taka. «Escono tante cavolate su Icardi e non si capisce se vengano da dentro o da fuori dall’Inter – è stato il suo commento in tv –. I gol? Parliamo del niente, li ha sempre fatti. A Parma Lautaro ha segnato anche per un suo grande movimento. Magari Spalletti poteva mettere prima Martinez: il tecnico approfitti del fatto che lui e Mauro sono amici, fra loro non c’è rivalità. Il rinnovo? Se devo scegliere tra quello e l’arrivo di qualcuno che gli serva cinque palloni buoni, preferisco la seconda opzione». P

areri, insomma. Legittimi, ma che forse da moglie del capitano dell’Inter sarebbe meglio non esprimere, se non nel chiuso di una stanza, magari anche davanti alla dirigenza che incontrerà di qui a poco. Perché del rinnovo si parlerà a quattr’occhi, prima o poi. Presto, secondo quello che filtra. Ma con le premesse a cui si arriverà al confronto sarà difficile arrivare all’agognata firma in un lampo