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22 mag 2022

Pagelle stagione Inter: Perisic e Martinez i migliori. Dumfries diesel, Handa incerto

Bene i centrocampisti titolari. De Vrij in calo rispetto all'anno precedente. Delusione Correa

22 mag 2022
mattia todisco
Sport
Lautaro Martinez e Ivan Perisic
Lautaro Martinez e Ivan Perisic
Lautaro Martinez e Ivan Perisic
Lautaro Martinez e Ivan Perisic

L'Inter è arrivata seconda. Il Milan ha vinto lo scudetto certificandolo con la vittoria 3-0 contro il Sassuolo in trasferta. Un epilogo atteso visto che per conquistare il tricolore i nerazzurri avrebbero dovuto vincere (cosa che hanno fatto 3.-0) con la Sampdoria a San Siro e il Milan perdere contro una squadra ormai senza motivazioni. Ecco le valutazioni della stagione dell'Inter.

HANDANOVIC 5,5.
Alla lunga la batteria dei portieri si rivela il punto debole dell'Inter. Troppe incertezze, a volte i nerazzurri si salvano (la seconda di campionato a Verona), altre pagano dazio. Uno degli errori di Handanovic arriva sul secondo gol di Giroud nel derby di ritorno ed è la gara che dà avvio alla crisi dell'Inter.
RADU 4.
Due partite da titolare, di cui una in Coppa Italia. Prende quattro gol, l'ultimo della serie mancando il pallone per tentare un pericoloso passaggio laterale: così l'Inter perde a Bologna. Un bel lancio lungo e (forse) le cose sarebbero cambiate.
CORDAZ sv.
SKRINIAR 7.
Una certezza lungo tutto l'arco della stagione. Stabile a destra, ma all'occorenza capace di giocare anche al centro o a sinistra. Un elemento imprescindibile.
DE VRIJ 5,5.
Una delle grandi differenze con la passata stagione è il rendimento dell'olandese. Spesso incerto, soprattutto nelle valutazioni. Ha ancora un anno di contratto, ma potrebbe lasciare per fare spazio a Bremer. Il calo da una stagione all'altra è stato evidente.
BASTONI 6,5.
Si conferma fondamentale soprattutto quando non c'è e la difesa “balla”. Ha una personalità tale da non soffrire nemmeno il confronto diretto con Salah. Segna un gran gol contro la Lazio.
D'AMBROSIO 6.
Inappuntabile come sempre. Inzaghi si affida spesso a lui per chiudere la porta nei finali di gara.
RANOCCHIA 6.
Utilizzato con il contagocce. Quando chiamato in causa, risponde e la sua rete in semi-rovesciata all'Empoli è una delle cartoline della stagione.
DIMARCO 6,5.
In estate si parlava di prestito, ma fin dal pre-campionato si è dimostrato prezioso. Inzaghi lo vede più come terzo in difesa che come quinto a centrocampo. In finale di Coppa Italia il suo ingresso cambia la partita.
KOLAROV sv.
DUMFRIES 7.
Ricalca le orme di Hakimi, anche nei tempi di crescita. Parte lento, commette un fallo da rigore ingenuo su Alex Sandro nella sfida di andata contro la Juventus. A dicembre mette la marcia alta e non si ferma più. Fisicamente strabordante.
BARELLA 7.
La cartina di tornasole della squadra: quando cala lui, sovrautilizzato tra Inter e nazionale, anche i nerazzurri finiscono per non reggere il ritmo. Poi si rimette in pista e supera la doppia cifra per assist stagionali.
BROZOVIC 7.
Pilastro della squadra in una rosa nella quale non ha veri e propri sostituti. Corre per tutti, cuce il gioco, sporca le linee di passaggio degli avversari. Brilla anche in Europa quando affronta corazzate quali Real o Liverpool.
CALHANOGLU 7.
Scelto come sostituto di Eriksen in quattro e quattrotto, si rivela una scommessa stravinta. Segna a tutte le “big” del campionato, rende i piazzati un'arma letale (soprattutto dalla bandierina) e dopo le incertezze dagli undici metri di Martinez regala a Inzaghi un rigorista affidabile. Finale di Coppa compresa.
PERISIC 8.
Età elevata o meno, uno così meriterebbe altro che un triennale. A 33 primavere toccate, timbra di gran lunga la miglior stagione in carriera e chiude con un crescendo rossiniano.
DARMIAN 6,5.
Si alterna spesso con Dumfries e dà il tempo all'olandese di crescere con più calma nella prima parte della stagione. Esperto e solido.
GAGLIARDINI 6.
Inzaghi usa pochissimo le alternative ai titolari a centrocampo. Per quel che si vede fa la sua parte.
VIDAL 5,5.
Deludente alla prima stagione con l'Inter, non trova il cambio di passo nella seconda. Alterna buoni ingressi a partite in cui non ne combina una giusta.
SENSI 6.
Alla fine il voto lo merita, pur con le sparute apparizioni contate fino alla cessione di gennaio. Senza il suo gol all'Empoli ai supplementari, infatti, la Coppa Italia non sarebbe in bacheca.
VECINO 5,5.
Poco più di 500' in 23 partite, in pratica ha una media di una ventina di minuti a presenza. Quando entra in campo fa poco per meritarne di più.
GOSENS 6.
Considerate le briciole che gli lascia Perisic è già un miracolo che sigli un gol (al Milan) e un assist.
MARTINEZ 8.
È vero, per due mesi va in letargo. Ed è il periodo in cui la squadra paga di più in termini di punti. Quando però riprende il ritmo, nella fase “calda” della stagione, diventa immarcabile. La doppietta al Milan in Coppa Italia è determinante. “Stecca” solo a Bologna e anche in quel caso il resto dell'Inter non riesce a ovviare.
DZEKO 6,5.
Nella sua pagella va considerata la carta d'identità. C'è chi farebbe carte false per chiudere in doppia cifra di gol e assist, figuriamoci a 36 anni e dopo una stagione come la sua ultima a Roma. Il problema è a monte: doveva arrivare due anni prima come alternativa a Lukaku, è diventato il centravanti titolare.
CORREA 5.
La grande delusione della stagione in attacco. Due doppiette contro Verona e Udinese, un coast to coast per lanciare Martinez verso un fondamentale gol al Napoli. Poi iniziano gli infortuni e la parte positiva della sua stagione finisce lì. Praticamente ininfluenti i due gol alla Sampdoria all'ultima.
SANCHEZ 6.
Il gol al 120' della finale di Supercoppa Italiana vale da solo il voto sufficiente. Nella seconda parte di stagione riesce anche a non incorrere nei soliti infortuni. Gioca pochino: Inzaghi lo inquadra soprattutto come arma a gara in corso.
CAICEDO sv.
ALL. INZAGHI 7.
Alla sua prima stagione all'Inter chiude con due trofei e un secondo posto in Serie A. I rimpianti per il mancato scudetto ci sono, ma avere rimpianti non significa essere incorsi in un'annata fallimentare. Per gran parte del campionato la sua Inter gioca un calcio di ottima fattura e pur uscendo dalla Champions batte il Liverpool a domicilio.

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