Romelu Lukaku, 26 anni
Romelu Lukaku, 26 anni

Milano, 13 giugno 2019 - la fame, oggi, è solo di vittorie. Di calcio, di nuove avventure, in un Paese che ha sempre amato. Come lui, tanti di quelli che sono stati bambini a cavallo tra gli anni ‘90 e 2000 e nella nostra Serie A vedevano le stelle in cui sognavano di immedesimarsi. Romelu Lukaku aspirava a diventare uno di quei grandi campioni che vedeva in tv per avere la possibilità, realizzandosi, di togliere la famiglia da difficoltà ben peggiori di una marcatura stretta in campo. La fame di cui sopra era quella che ti prende allo stomaco, per mancanza di cibo e di soldi a sufficienza per potersene procurare. Il padre ex calciatore, congolese trasferito in Belgio, non aveva avuto altrettanta fortuna da poter sfamare generazioni a venire. Oggi il primogenito Romelu (il fratello Jordan è quello visto alla Lazio, cui è molto legato) guadagna 11,7 milioni netti l’anno. È disposto a intascarne un pizzico di meno e a “spalmare” il contratto in essere con il Manchester United fino al 2022 per vestire la maglia dell’Inter e lavorare con Antonio Conte.

«Il miglior manager del mondo», lo definisce al termine di Belgio-Scozia nella pancia dello stadio, dopo aver siglato una doppietta con la sua Nazionale. Vuole la Serie A perché l’ha vista quasi da vicino nel 2009 quando venne al Viareggio con l’Anderlecht. Perché l’ha sempre sognata e «con l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve è tornata ai livelli di un tempo», dice. Parla con rispetto del suo attuale club, per questo asserisce di sapere già «cosa farà in futuro» ma di non poterlo ancora dire. Conte ne ha chiesto le prestazioni alla dirigenza interista, che per accontentarlo deve liberarsi in prima battuta di Icardi e poi reinvestire il gruzzolo. Non è semplice: pochi farebbero oggi carte false per prendersi l’argentino, troppo esposto mediaticamente, tanto quanto non lo è Lukaku, che dietro al sorriso pronto e alla parlantina facile nasconde le doti di uomo squadra pretese dal nuovo allenatore nerazzurro. La telenovela si preannuncia lunga, ben più di quanto non dovrebbero essere quelle per Dzeko e Barella. Nei prossimi giorni potrebbe chiudersi il discorso con il Cagliari, anche se il presidente dei sardi Giulini ufficialmente frena. «Ha tante offerte e non credo abbia già un accordo chiuso con qualche squadra come sento dire», ha dichiarato a Sky. L’agenda di ieri era fitta, per Ausilio e Marotta: definito l’acquisto del giovane Agoumé (francese classe 2002) dal Sochaux per 4,5 milioni di euro, mentre con l’a.d. del Sassuolo, Giovanni Carnevali, si è parlato del riscatto di Politano che avverrà entro il 30 giugno.