Milano, 4 settembre 2018 -  Gagliardini out: il dubbio era tra l’ex Atalanta classe ’94 e Vecino, e purtroppo per Spalletti non riguardava scelte di formazione, ma l’esclusione di una pedina importante dalla lista Champions per la fase a gironi. La società infatti, dovendo sottostare anche per questa stagione al settlement agreement dell’UEFA a causa del mancato rispetto di alcuni paletti relativi agli ammortamenti, era soggetta a due restrizioni. Innanzitutto in termini numerici: l’Inter era tenuta a presentare una lista di 22 giocatori e non 25 come prevede il regolamento, col vincolo di quattro provenienti da vivai italiani e due dal settore giovanile del club.

Per la seconda  categoria una delle due caselle disponibili sarebbe stata riservata a Santon, ma considerato che il terzino è stato ceduto alla Roma nell’affare che ha portato a Milano Nainggolan, la società nerazzurra ha rinunciato in partenza a quel posto. Oltre al vincolo numerico, c’era poi quello economico: la lista doveva mantenere equilibrio tra entrate e uscite relative al mercato dell’ultimo biennio. Nel 2016/17, per avere le carte in regola e partecipare all’Europa League ottemperando ai vincoli del Fair Play Finanziario, vennero esclusi Gabigol, Kondogbia e Jovetic. Oggi, a fronte delle operazioni di mercato che hanno portato l’Inter a incassare circa 90 milioni, ma anche a spendere cifre rilevanti per innesti come Nainggolan, Martinez o Skriniar, Spalletti ha dovuto rinunciare ad un nome importante, in aggiunta a quelli di Dalbert e Joao Mario. La scelta di escludere Roberto Gagliardini consentirà al club un risparmio di circa 27 milioni alla voce “uscite”. Alla prima fase a gironi della Champions League 2018/19 accederanno quindi ufficialmente Handanovic, Vrsaljko, De Vrij, Vecino, Icardi, Lautaro Martinez, Keita Balde, Ranocchia, Nainggolan, Politano, Asamoah, Borja Valero, Miranda, Padelli, D’Ambrosio, Skriniar, Perisic, Berni, Brozovic, Candreva e Di Gennaro (in lista B Gavioli, Dekic, Nolan, Roric, Zappa e Corrado).

Di ufficialità  ieri ne è arrivata anche un’altra, questa volta dalla FIFA, che ha chiuso il caso Modric senza nemmeno avviare un’indagine: “Non luogo a procedere” è il responso dell’organismo internazionale alle richieste del Real. L’Inter, almeno in quest’ambito, può finalmente sorridere.