Keita Baldé, 23 anni
Keita Baldé, 23 anni

Mialno, 24 agosto 2018 - Si racconta tra i corridori di Appiano Gentile che a convincere Luciano Spalletti sulla bontà delle caratteristiche di Keita Baldé sia stato in particolar modo un derby di Roma in cui il senegalese, in maglia Lazio, ne combinò di tutti i colori. Era aprile del 2016, la stracittadina finì 3-1 per i biancocelesti e il ragazzo nativo di Arbùcies (Spagna, di cui non ha mai ricevuto la cittadinanza) segnò una doppietta. Fu una delle ultime partite in Italia prima del trasferimento nel Principato di Monaco, epilogo di un braccio di ferro contrattuale con il presidente Lotito risoltosi solo grazie al lauto compenso promesso dal Monaco. Nel Principato è stato solo un anno, prima di tornare al Paese in cui è calcisticamente esploso. Ad oggi in prestito con diritto di riscatto, ma il primo a volersi stabilire all’ombra del Duomo è il diretto interessato.

«Quando hai un’offerta da un club come l’Inter la scelta non è difficile - dice -. Sono stato benissimo al Monaco e li ringrazio, così come ringrazio l’Inter di avermi portato qui. Appena ho saputo dell’interesse ho detto di sì. Spalletti è un allenatore di grande esperienza, che conosce molto bene il calcio italiano. Me ne hanno parlato tutti benissimo, penso di poter migliorare molto con lui». A vederlo in conferenza, accompagnato dal procuratore Roberto Calenda e dal ds nerazzurro Ausilio, sembra un ragazzo più maturo, misurato di quanto non raccontino certi screzi vissuti a Roma con Inzaghi e Lotito. Lo è nel momento in cui dribbla le domande sul video virale riguardante il presidente biancoceleste, infuriato al telefono con l’allenatore, e anche quando promette di sacrificarsi in difesa, «perché tutti devono farlo».

Dall’altro lato ha conservato quella personalità che in campo non gli fa avere paura delle responsabilità e fuori gli permette di esporsi a giudizi positivi sul futuro prossimo della squadra. «Voglio essere protagonista e fare la storia dell’Inter - continua Keita - Penso a noi, non agli altri. Se vinceremo tutte le partite saremo davanti a tutti. Siamo pronti, non dobbiamo buttarci giù per aver perso una partita. Sono molto fiducioso perché vedo come lavoriamo e che siamo una grandissima squadra. Non dobbiamo avere paura di nessun avversario, nemmeno della Juventus». Giura di avere simpatie per i nerazzurri fin da piccolo, dichiarazioni in cui i “nuovi” si lanciano spesso quando sono freschi di acquisto. Lui ha avuto la fortuna di conoscere una futura stella dell’Inter quando era piccolo, a 9 anni, in un training camp al Barcellona con Samuel Eto’o. «Ci ho anche giocato contro», dice. A Roma ha invece conosciuto un vecchio compagno di squadra in biancoceleste, Stefan De Vrij, che ha felicemente incrociato una seconda volta ad Appiano Gentile. Ai tempi di Mancini (nella prima avventura in nerazzurro dell’attuale ct) ritrovarsi tra ex biancocelesti era quasi la normalità: Stankovic, Favalli, Mihajlovic, Veron, Cesar, Crespo. «Anche noi - aggiunge - vogliamo scrivere la nostra storia con l’Inter come altri grandi calciatori provenienti da Roma. Speriamo vada bene».