Beppe Marotta
Beppe Marotta

Milano, 6 dicembre 2018 - Entrerà in punta di piedi, come è nel suo stile. Senza spingere. Ma con le idee ben chiare (soprattutto quelle riguardanti il mercato). Perché è fatto così Beppe Marotta. Dopo otto stagioni alla corte della Juventus e un divorzio tramautico dai campioni d’Italia (almeno per le modalità con cui è avvenuto) ha scelto il basso profilo nei giorni che precedono l’ufficializzazione di un passaggio (pressoché indolore o addirittura apparso naturale) dalla dirigenza bianconera a quella interista. Per motivi di opportunità (e buon senso) il futuro ad nerazzurro non sarà domani sera all’Allianz Stadium, e seguirà il derby d’Italia dal salotto di casa, anche se è certo che i suoi ex tifosi lo avrebbero applaudito in segno di gratitudine. Giustamente. Marotta si è già immerso nella nuova esperienza e sta già programmando l’Inter che verrà. Probabilmente l’annuncio ufficiale del suo ingresso in società arriverà dopo la decisiva sfida di Champions con il Tottenham, e sabato 15, a San Siro contro l’Udinese, Marotta potrebbe debuttare da dirigente nerazzurro al fianco di Steven Zhang.

La vecchia signora è già un ricordo anche se l’ex ad per primo sa che non è facile dimenticare la fine di un ciclo vincente e le otto stagioni vissute a Torino, i sette campionati conquistati, cui aggiungere quattro Coppe Italia e tre supercoppe italiane. Ha rilanciato – come gli era stato chiesto – una nobile decaduta, grazie alla lungimiranza e alla serietà della programmazione (ritenendo però “poco sostenibile” l’operazione Cristiano Ronaldo). E lo stesso vuol fare adesso con l’Inter, che Suning desidera rivedere ai vertici in Italia e nel mondo. «Marotta porta competenza ed esperienza, dà senso al progetto. E le grandi squadre devono avere alle spalle un progetto e un medio termine come obiettivo»: così ieri Marco Tronchetti Provera, uomo-Pirelli e tifoso vip dei nerazzurri, si è espresso sull’ingaggio del nuovo dirigente il quale è pronto a sedersi al tavolo per confrontarsi con Piero Ausilio e Luciano Spalletti, gli artefici di questa rinascita interista. Nel recente incontro in Cina con la Proprietà, Marotta ha ricevuto degli input in vista della prossima stagione: immettere qualità in tutti i reparti e portare in nerazzurro non solo importanti parametri zero (seguendo proprio la linea già tracciata con successo dal dt Ausilio), ma soprattutto giocatori che abbiano la parola vittoria nel dna. Gente abituata a lottare per traguardi importanti e pure giovani talenti, meglio se provenienti dal nostro campionato. Una cosa è certa: nei prossimi mesi le strade di Marotta e della Juventus s’incroceranno parecchio, e non solo sul campo. I rapporti con Andrea Agnelli, nonostante il doloroso addio, sono rimasti cordiali (i due si sono già visti in Federazione e in Lega), quelli con il “pupillo“ Fabio Paratici ottimi. Possibile che Inter e Juventus tornino a sfidarsi anche sul mercato avendo parecchi obiettivi in comune, probabile invece che il nuovo ad nerazzurro bussi alle porte della sua vecchia società chiedendo giocatori di prestigio. Un nome su tutti, quello di Paulo Dybala. Il quale, per inciso, fu a lungo corteggiato da Ausilio nell’inverno e nella primavera del 2015; ma Zamparini, patron del Palermo, ovviamente preferì darlo alla Juventus che offriva di più.

Ma le porte di Appiano potrebbero riaprirsi per il talento argentino, che ha un contratto in scadenza nel 2022: Marotta ci pensa (e non è l’unico bianconero nel mirino), soprattutto dopo che ‘la Joya’ gli ha detto al momento dell’arrivederci: «Mi ha dato tanto direttore, mi porti ovunque dovesse andare». La Juve (che sogna Mbappè) potrebbe decidere di cedere il calciatore e lo stesso attaccante sarebbe ben felice di aggiungersi alla “famiglia“ argentina dell’Inter. «Con Icardi ho un bel rapporto», ha raccontato lo juventino agli Oscar del calcio. E’ ancora presto per parlare di cifre e dettagli (in un’operazione così importante dovrebbero rientrare delle contropartite tecniche) ma se Dybala decidesse di cambiare aria, l’Inter sarà in prima fila (Chiesa l’alternativa). Così come in corso Vittorio Emanuele si segue con attenzione ciò che accade a Milinkovic-Savic, obiettivo della Juventus ma pure del Milan: il laziale e Modric sono sogni importanti, senza dimenticare gli azzurri Barella e Tonali. E il brillante Martial. Ma siamo solo all’inizio. La stagione delle trattative, fra silenzi, depistaggi e mezze ammissioni, è appena cominciata.