Luciano Spalletti
Luciano Spalletti

Milano, 26 maggio 2019 - A chi sottolinea le ragioni dei passati tonfi stagionali, tra Psv, Eintracht e Lazio, Luciano Spalletti oppone la virtù della lunga esperienza. «Ne ho passate tante di situazioni così, alla Roma abbiamo fatto sei finali contro l’Inter». Anni fa, molti anni. Il tecnico veste ora i colori nerazzurri che allora gli negarono più di una gioia e deve raggiungere un traguardo Champions (ore 20.30, avversario l’Empoli) i cui effetti verranno raccolti dal successore. Non una parola, in conferenza, su Antonio Conte. Il capitolo futuro è stato sempre archiviato in virtù di un presente da cui dipendono troppe cose.

Casse più piene per il club, ad esempio, oltre al non così effimero orgoglio di potersi presentare al cospetto di Suning asserendo di aver centrato l’obiettivo anche quest’anno. Gli si imputerà, in caso di successo questa sera contro i toscani, che c’erano le condizioni per arrivarci ben prima, che nella gestione maldestra del caso Icardi (chissà che non sia l’ultima anche per lui, probabile titolare) c’è anche il suo avallo e che lo scorso anno la squadra ha fatto più punti e giocato meglio nella seconda parte di stagione, pur perdendo punti per strada e strappando il quarto posto all’ultimo respiro. «Il carico emotivo è alto - dice ancora Spalletti - ma quando sei all’Inter ti abitui alle pressioni e noi ci siamo preparati bene».

Aggiunge, in coda all’incontro con i giornalisti, che «molti qui meritano di rimanere all’Inter e in questa partita lo dimostreranno». Quasi un messaggio a chi verrà e a chi gli sta sopra gerarchicamente a non smantellare un lavoro per il quale «abbiamo fatto il massimo». Non è bastato per l’addio anticipato, due anni prima di fine contratto, dovrà bastare oggi per superare l’Empoli e confermarela partecipazione alla Champions. San Siro sarà tutto esaurito, tra i convocati non manca nessuno (anche De Vrij ha recuperato). A Spalletti resta l’obiettivo di poter lasciare in eredità l’Europa dei grandi.