Alexis Sanchez
Alexis Sanchez

Milano, 14 gennaio 2022 - Dopo aver deciso la finale di Supercoppa Italiana con un gol al 120', Alexis Sanchez è diventato uno degli uomini copertina dell'Inter. Il curriculum del cileno è da vincente, per cui non dovrebbe creare stupore che possa essere decisivo per vincere. È il più pagato della rosa, uno di quelli che hanno conquistato più trofei in carriera nella rosa interista. Uno che, per intenderci, ha giocato 54 partite nella sua ultima stagione a Barcellona (2013/14) quando in rosa c'erano Messi, Neymar, Pedro, Iniesta, Fabregas, in una squadra nella quale attaccanti e centrocampisti offensivi si mischiavano tra loro nella linea più avanzata.
Lo stupore è dato dal fatto che non solo dal 2018 in poi il cileno non è mai più andato in doppia cifra di gol, ma è stato colpito da una serie di infortuni tra muscoli e caviglie che ne hanno minato l'integrità fisica, tanto da ricondurlo a una carriera da “arma tattica”. Un giocatore in più da inserire nel finale di partita per dare il cambio di marcia. Per due anni, sotto la guida di Conte, Sanchez è stato questo e con Inzaghi (complice un altro infortunio importante in estate durante la Coppa America) la situazione non è cambiata. Anzi: a ottobre l'attaccante sembrava voler valutare una rescissione anticipata del contratto in scadenza nel giugno 2023 per trovare una sistemazione adatta durante il mercato di gennaio.
Nel frattempo, però, le cose sono un po' cambiate. Complice un calendario fitto e qualche infortunio (Dzeko e Correa) si è creato spazio e Sanchez lo ha sfruttato. Ha segnato e fatto segnare, è tornato in buone condizioni dopo la pausa e ha giocato da titolare contro la Lazio, per poi decidere la Supercoppa da subentrante. Nel post-partita di Inter-Juve non ha nascosto di volere più considerazione, starà a Inzaghi bilanciare al meglio le volontà dei singoli con le necessità di squadra. Sempre con la speranza che un eventuale utilizzo continuativo non si fermi davanti agli acciacchi che lo hanno spesso colpito.
Da oggi a maggio si decide il destino del cileno, che guadagna 7 milioni netti a stagione. Tanti, anche con l'impatto positivo al lordo dovuto agli effetti del Decreto Crescita. Finché sarà l'uomo del match, come con la Juventus, sarà difficile dolersi della cifra sborsata ogni mese.