Mauro Icardi, 25 anni (LaPresse)
Mauro Icardi, 25 anni (LaPresse)

Milano, 4 dicembre 2018 - Non più di qualche giorno fa, Mauro Icardi ha regalato ai suoi compagni di squadra della passata stagione un Rolex a testa, gentile cadeau per ricordare il titolo di capocannoniere del campionato. È il secondo in carriera, dopo quello già conquistato in concomitanza con Luca Toni nel 2015. La presenza di un totem come Cristiano Ronaldo e la concorrenza di altri bomber di straordinaria efficienza (Piatek, Mertens o Immobile) fanno sì che un tris sia molto difficile, ma anche quest’anno il capitano nerazzurro finirà presumibilmente nei primi posti.

C’è anche il suo zampino nel pareggio strappato a Roma, in cui Icardi ha firmato il momentaneo 1-2. L’Olimpico gli porta bene: lo scorso anno segnò una doppietta ai giallorossi nei primissimi turni di campionato, quindi trasformò il rigore del pari con la Lazio all’ultima giornata, prima che Vecino mandasse in visibilio il popolo interista siglando il definitivo 3-2. Non ci sono stadi o avversari che facciano la differenza, per Icardi, che ieri ha conquistato il titolo per il gol più bello della Serie A 2017/2018 per il colpo di tacco di Sampdoria-Inter. Il prossimo teatro è l’Allianz Stadium, venerdì sera, contro una Juventus schiacciasassi da sette anni a questa parte. Eppure uno dei pochi a riuscire a segnare spesso e volentieri contro la Signora è stato proprio il numero 9 nerazzurro. In sei stagioni di Serie A (la prima con la Samp, poi con l’Inter) solo in un’occasione Icardi ha chiuso il bottino finale senza bucare la rete dei bianconeri, che hanno invece pagato dazio in ognuna delle altre cinque almeno una volta. Sarebbe più facile per il centravanti riuscire a mantenere una buona media se al suo fianco avesse un Perisic in condizioni differenti, ma il croato è ben lontano dai propri standard anche se il dt Ausilio lo assolve: «Sta mantenendo le aspettative, dà un contributo ogni domenica e quando ha l’opportunità anche in Champions. Penso sia normale aspettarsi sempre di più, perché abbiamo progetti importanti. Il croato è una parte importante di questa squadra».

Ivan Continua a svolgere un lavoro di supporto alla retroguardia importante, contrasta e va a prendersi le respinte di testa nella propria area, ma per uno che secondo «radiomercato» dovrebbe valere una cinquantina di milioni e più tutto questo non è sufficiente. Due soli gol, ma pochissimi acuti realmente determinanti e un rapporto con la piazza che si sta deteriorando giorno per giorno, particolarmente dopo che il giocatore ha fatto sapere in via ufficiale di voler provare un’esperienza in un nuovo campionato. La settimana di allenamenti ad Appiano consiglierà o meno a Spalletti l’utilizzo del vice-campione del mondo o il suo accantonamento in favore di Keita (a segno da due gare consecutive in campionato) e Politano, entrato solo a gara in corso contro la Roma. Il tecnico, anche venerdì, dovrà fare i conti con la gestione delle forze, dato che il martedì successivo è in programma InterPsv, decisiva per il passaggio agli ottavi di Champions League. Piccola nota natalizia: oggi alle 17 al San Siro Store di Milano ci sarà la presentazione della compilation Inter Hits, presentata dalla Time Records. Presenti Skriniar, De Vrij e Berni.