Mauro Icardi (Alive)
Mauro Icardi (Alive)

Milano, 31 agosto 2018 - L'Inter, rispetto alla rosa dell’anno scorso, ha aggiunto sette nuovi innesti. Acquisti (o prestiti) che hanno entusiasmato i tifosi più o meno nello stesso modo. Ma solo per uno di loro, c’è stato un bagno di folla sotto la sede nel giorno della firma del contratto: Radja Nainggolan. L’ex giocatore della Roma, per gli interisti (e per Spalletti) era un pallino da un paio d’anni. Perché tanta euforia per il Ninja? Semplice,perché Luciano Spalletti ha sempre fatto intendere che al gruppo mancasse un leader in mezzo al campo, in grado di fare da collante col reparto avanzato. Piedi buoni e una buona dose di cattiveria agonistica, qualità che il belga ha sempre spresso nella Roma spallettiana.

Ecco perché  il tecnico di Certaldo vuol ripartire con una squadra costruita attorno a Nainggolan. Che abbia in lui un chiaro punto di riferimento. Perché se ad una squadra di talenti si aggiunge una personalità cui affidare le chiavi del il gioco, il salto di qualità è solo questione di tempo, almeno sulla carta. Salto che, a vedere le prime gare di questa stagione, sembra lontano. Sia nella sconfitta con il Sassuolo che nel pareggio con il Torino, in campo, al di là degli errori dei singoli, non si sono viste compattezza e carattere. E neppure le giocate di Icardi, cui uno come Nainggolan serve come il pane. Perché se da una parte i rifornimenti dalle fasce sono scontati (Perisic e Politano o Lautaro Martinez), la novità di quest’anno sta proprio nel poter sfondare per vie centrali, sull’asse belga-argentina. Al centrocampista toccherà dare un contributo tanto sul piano del gioco quanto su quello della mentalità. E non esiste migliore allenatore con cui mettere in pratica entrambe le premesse.

È con Spalletti che il trentenne di Anversa ha costruito un rapporto speciale sia in termini di numeri che di rendimento. Nessuno è stato in grado di valorizzarlo ed esaltarne le qualità come il tecnico toscano: quando allenava la Roma, gli ha ritagliato un inedito ruolo sulla trequarti, concesso ampi spazi di manovra e schierato alle spalle di Dzeko per capitalizzare lanci lunghi e palle contese. Risultato eccellente, se si considera che ben 20 dei 33 gol in giallorosso, Nainggolan li ha segnati sotto la gestione Spalletti e che il suo rendimento non è mai stato così positivo. Oggi lo schema potrebbe ripetersi con successo e l’intelligenza tattica, gli inserimenti e le possibilità di gol che il Ninja ha dimostrato di sapersi creare (non soltanto col tiro dalla distanza ma anche da dentro l’area), potrebbero rivelarsi indispensabili. Il centrocampista in nerazzurro potrebbe fare davvero la differenza per due ragioni: la prima riguarda la qualità della rosa (avrà davanti Icardi e a fianco giocatori del calibro di Perisic, Politano, Keita e Candreva).

La seconda è caratteriale: nonostante gli alti e bassi dell’ultimo anno con Di Francesco, a Roma, del belga, hanno tutti un buon ricordo, perché è quel tipo di giocatore che pur non avendo mai garantito numeri da capogiro in fase realizzativa, non si è mai risparmiato in energie spese e temperamento da leader.Scalpita  dunque Nainggolan, ma anche Icardi pronto a ricevere assist dal Ninja per sbloccarsi ilprima possibile. Il campo dirà se la sintonia con Spalletti prima e Icardi poi darà gli stessi risultati delle felici stagioni in giallorosso, a maggior ragione in una stagione in cui l’Inter affronterà tre competizioni; ma nel frattempo, il legame col suo nuovo pubblico sembra essere già indissolubile.