epa08232183 Inter's Christian Eriksen (2-L) celebrates with teammates after scoring during the UEFA Europa League round of 32, first leg soccer match between PFC Ludogorets Razgrad and Inter Milan in Razgrad, Bulgaria, 20 February 2020.  EPA/VASSIL DONEV
epa08232183 Inter's Christian Eriksen (2-L) celebrates with teammates after scoring during the UEFA Europa League round of 32, first leg soccer match between PFC Ludogorets Razgrad and Inter Milan in Razgrad, Bulgaria, 20 February 2020. EPA/VASSIL DONEV

Milano, 20 febbraio 2020 - L'Inter ipoteca in Bulgaria la qualificazione agli ottavi di Europa League grazie allo 0-2 in casa del Ludogorets nell'andata dei sedicesimi. Un successo costruito nella ripresa dopo un primo tempo al piccolo trotto. Troppo ampio il divario tecnico e fisico in campo, ai nerazzurri basta premere un minimo sull'acceleratore per aver ragione dell'avversario grazie ai gol di Eriksen (primo con l'Inter) e Lukaku.

L'occasione capitata sui piedi di Biraghi nei primissimi minuti è uno dei rari sussulti della prima frazione. I bulgari si riorganizzano presto, macinano il proprio calcio fatto di ritmi bassi e buon fraseggio, pur non riuscendo mai a trovare un terminale offensivo in area avversaria. L'assenza di Keseru, relegato in tribuna da un infortunio, si fa sentire. I piccoli e brevilinei elementi offensivi dei padroni di casa pagano un dazio di stazza al trio D'Ambrosio-Ranocchia-Godin, attenti a non lasciare campo alle spalle sulle accelerazioni in verticale degli avversari. Per contro, l'Inter sembra fin troppo impegnata ad aspettare che la partita arrivi a sé. Pressing scarso, azioni accompagnate con pochi uomini. Sanchez e Martinez, diffidato e ammonito, si trovano di rado e spesso hanno maglie strette attorno a loro. Iliev mantiene i guantoni immacolati all'arrivo dell'intervallo. Per le forze in campo, pur influenzate dal turnover di Conte, non è sufficiente a bilanciare il giudizio il fatto che a Padelli accada lo stesso.

La prestazione deve essere parsa poco brillante anche agli interpreti stessi, vedendo come l'Inter torna sul terreno di gioco. Il baricentro si alza, Sanchez coglie un palo con una deviazione di tacco, Martinez manda alta una conclusione dalla distanza con tanto spazio a disposizione. Iliev, stavolta, deve impegnarsi per stoppare un tiro al volo di Eriksen, ma al secondo tentativo del danese capitola e solo la traversa lo salva dallo 0-2. Più volte vicini a un bottino maggiore, i nerazzurri non riescono però a sfruttare i contropiede concessi dal Ludogorets fino a quando Anicet non si fa cogliere in fallo nella propria area: tocco di mano ravvisato dal Var e Lukaku segna dagli undici metri. Tra una settimana il ritorno a San Siro. 

LUDOGORETS-INTER 0-2 (0-0)
Ludogorets (4-3-3): Iliev 6; Cicinho 5.5, Terziev 5, Grigore 6, Nedyalkov 5.5; Dyakov 6 (22'st Badji 5.5), Anicet 5, Souza 6 (45'st Biton sv); Marcelinho 6, Swierczok 5.5 (31'st Tchibota 5.5), Wanderson 5.5. In panchina: Stoyanov, Tawatha, Ikoko, Moti. Allenatore: Vrba 6.
Inter (3-5-2): Padelli 6; Godin 6.5, Ranocchia 6, D'Ambrosio 6.5; Moses 6.5 (27'st Barella 6), Vecino 6, Borja Valero 6, Eriksen 7, Biraghi 6 (36'st Young sv); Sanchez 6.5, Lautaro Martinez 5 (19'st Lukaku 6.5). In panchina: Stankovic, De Vrij, Pirola, Candreva. Allenatore: Conte 6.
Arbitro: Carlos del Cerro Grande (Spagna) 6.5.
Reti: 26'st Eriksen, 50'st Lukaku (rig).
Note. Serata terrena, terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: Lautaro Martinez, Grigore, Wanderson, Tchibota, Anicet. Angoli: 3-5. Recupero: 0' e 5'.