Lautaro Martinez
Lautaro Martinez

Milano, 17 marzo 2019 - Non è ancora un dentro o fuori, come lo è stato giovedì scorso. Meno male, a giudicare dai precedenti più recenti, perché nelle ultime tre occasioni in cui l’Inter si è trovata davanti al bivio della gara decisiva ha steccato clamorosamente: fuori dalla Champions, dalla Coppa Italia, dall’Europa League. «Ma per arrivarci, in Champions, abbiamo battuto la Lazio quando tutti ci davano già spacciati», ricorda Spalletti. È accaduto dieci mesi fa. Nel calcio non vale cosa succede una settimana prima, figuriamoci lo scorso anno. Centrare il traguardo dei primi quattro posti era l’obiettivo minimo, oggi tutt’altro che sicuro, particolarmente se le prestazioni saranno al pari di quelle viste con l’Eintracht. Opzione che il tecnico nerazzurro spera di scongiurare nella stracittadina di stasera. «In fondo siamo sotto di un solo punto rispetto al Milan, abbiamo le nostre possibilità – dice –. La squadra ha delle certezze fondate sulle vittorie che abbiamo costruito. Dobbiamo recuperare la nostra capacità di giocare e lottare». Intanto, a recuperare, è stato qualche giocatore. Gli squalificati in Coppa, Asamoah e Lautaro Martinez, i tre fuori lista in Europa (Dalbert, Joao Mario e Gagliardini) e l’acciaccato Brozovic.

«Siamo fiduciosi di poterlo utilizzare», conferma Spalletti. Niente da fare per Nainggolan, che non si è mai allenato in gruppo dopo l’ultimo infortunio, per non parlare di Icardi, ieri tornato a farsi vedere su Instagram per una foto con la fascia al braccio. Il tecnico non arretra («Non guardo mai indietro, perderei tempo») e si affida a Lautaro Martinez, alla sua capacità «di essere decisivo» e a quella del reparto difensivo di fermare il suo pari ruolo Piatek. Di reparto, senza individualismi, mostrando quella solidità che a lungo ha fatto della retroguardia interista una delle più solide del campionato. Anche se di tempo per rialzarsi ce ne sarebbe ancora, dopo la sosta, è evidente che gli effetti di un’eventuale sconfitta sarebbero complicati da digerire e darebbero ulteriore linfa alle speranze di chi si gioca terzo e quarto posto con Milan e Inter. «Una sconfitta lascerebbe delle scorie, creerebbe dei problemi di gestione. Per questo – prosegue Spalletti – dobbiamo ritrovare compiti e ruoli, anche se dall’ultima partita non c’è stato molto tempo a disposizione». Nessun accenno sul futuro. A un possibile crollo che sarebbe pericoloso in primis per il tecnico. Che lasci a fine stagione è quasi una certezza, ma anticipare i tempi a causa di un ulteriore tracollo sarebbe uno smacco difficile da digerire. Mattia Todisco