Antonio Conte
Antonio Conte

Milano, 23 maggio 2019 - Del ristrettissimo gruppo di allenatori con cui la Juventus ha parlato direttamente prima o dopo l’esonero di Max Allegri (in ordine di tempo: Per Guardiola, Simone Inzaghi e Maurizio Sarri mentre segnali sono stati mandati anche a SinisaMihajlovic tramite intermediari) l’unico a rompere il silenzio, nella giornata di ieri, è stato l’attuale tecnico del Chelsea. Il quale, a precisa domanda su quale sarebbe la sua reazione se sapesse che il suo destino è legato alla finale di Europa League della prossima settimana, per la prima volta afferma con decisione che potrebbe lasciare i Blues: «Se il mio lavoro dovesse essere giudicato per una partita e non dopo l’esame dettagliato di quello che è stato fatto in questi dieci mesi, allora andrei via subito». Una risposta d’impeto, anche perché Sarri (che in Italia è corteggiato pure dalla Roma e dal Milan) in questo momento non vorrebbe parlare di futuro: «Ho ancora due anni di contratto e non ho contatti con altri club - assicura -, però parlerò con la mia società dopo la finale, voglio sapere se sono soddisfatti di me o meno». Insomma, la palla passa agli inglesi.

Però bisognerà attendere almeno fino al 29 maggio. Del resto non pare che i bianconeri abbiano tutta questa fretta di annunciare il sostituto di Allegri, al punto da continuare a “giocare” su più tavoli contemporaneamente. Il ds Paratici ha già visto l’amico di vecchia data Inzaghi, ha allertato Mihajlovic e aspetta pure di capire cosa succederà in casa City. Dove se da una parte Pep ha promesso a Beguiristain di restare, è pur vero che lo stesso allenatore ha in mano gli strumenti giusti per la rescissione nel caso in cui il club di Manchester venisse escluso dalle coppe. A tal proposito già domani l’Uefa si riunirà per discutere le prime posizioni di alcuni club in merito al Fair play finanziario e non è escluso che si possa già affrontare la delicata situazione dei Citizens. Dunque aspetta la Juventus, aspetta Sarri, ed è alla finestra la Roma decisa a cambiare filosofia di gioco: l’obiettivo è puntare su un allenatore dalla mentalità offensiva e così, dopo aver cercato Gattuso ad inizio primavera, ora i giallorossi sperano di chiudere con Gasperini o con lo stesso Sarri. Tenendo aperta una porticina anche a Giampaolo e Bielsa, dopo il “no grazie” di Antonio Conte. A proposito: sono giorni d’attesa pure per lo scalpitante tecnico salentino. In ambienti interisti c’è chi giura che la trattativa con Marotta sia talmente in fase avanzata da non poter più tornare indietro (per l’annuncio si attende solo la fine del campionato e la certezza di un posto in Champions), mentre a Torino ci sono ancora “nostalgici” e “irriducibili” che sognano la mossa a sorpresa di Agnelli, ovvero il richiamo di Antonio alla “casa madre”.

La sensazione, però, è che a meno di clamorosi colpi di scena (che nel calciomercato mai vanno esclusi) Conte andrà a sostituire il rassegnato (e incavolato) Spalletti. Perché forse c’è già la firma. E perché l’investimento è stato voluto in prima persona da Zhang Jindong, che ha condotto l’operazione con l’amministratore delegato. Fra quelli che aspettano di conoscere il proprio destino c’è anche il milanista Gattuso, che l’ad rossonero Gazidis vorrebbe confermare in caso di conquista di un posto in Champions. Ringhio però ha altri estimatori, in Italia e all’estero: la Sampdoria, prima di tutto, ma pure il Monaco e il Newcastle. Pochi giorni e sapremo la verità.