Luciano Spalletti
Luciano Spalletti

Milano, 27 maggio 2019 - Nella festa c’è spazio per tutti, persino per la piccola Matilde che si aggrappa al papà mentre si accendono le telecamere. Luciano Spalletti fa la sua analisi con calma, dopo una gara in cui la tranquillità non è stata tra le maggiori virtù della sua squadra. «Io me l’aspettavo così – afferma l’allenatore dell’Inter a Champions acquisita - perché quando ti ritrovi in fondo al campionato e tutti i particolari vanno in questo senso anche la partita finale sai che andrà così. Abbiamo fatto una buona gara, è chiaro che avevamo un carico di pressione perché ci siamo arrivati così, perché fai parte dell’Inter, perché lo stadio ha visto vittorie e calciatori veri. C’era da mettere il cuore e i giocatori ce l’hanno messo». Potrebbero essere le ultime dichiarazioni da tecnico nerazzurro.

«Questo non lo so - afferma col sorriso - Se mi si venisse a dire una cosa differente rimarrei sorpreso. Sarebbe da Scherzi a parte. Alla Juve hanno messo in discussione Conte (lapsus per Allegri che fa capire molto della situazione, ndr) dopo la partita dell’Ajax e Agnelli lo ha confermato subito per poi decidere di dividersi a fine stagione. Da questi comportamenti bisognerebbe imparare». Icardi non è citato, nella prima analisi a fine gara, ma c’è tanto di quel «caso fascia» nell’andamento ondulatorio della seconda parte del campionato. «Quando si prendono delle decisioni – continua il tecnico - si scontenta qualcuno. Purtroppo ognuno ha il suo carattere, io ho il mio e affronto le situazioni. Il problema viene quando resti in bilico, se le decisioni le porti in fondo non c’è da rimettere mano. Io ho fatto presente alla società, perché alcune scelte si prendono tutte insieme. Se poi si comincia a delegarle diventa tutto più difficile».

Chiosa finale che lascia dubbi sul fatto che il club sia rimasto granitico su quel fronte. All’attuale tecnico nerazzurro restano ancora due anni di contratto, per cambiare guida vanno transati insieme alla società. Salvo cambi di rotta che oggi avrebbero del sorprendente, l’Inter finirà nelle mani di Antonio Conte. Nelle riunioni di fine annata, la volontà di tornare ai vecchi fasti peserà più di quanto non faranno le pieghe di un bilancio in cui quel che verrà sborsato per la voce “allenatore” verrà detratto dal mercato entrante. Troppe le variabili possibili per capire ora che gruppo avremo di fronte. Se Icardi andrà via, cosa farà Perisic, quale sarà la risposta di chi è stato già contattato e ha preso tempo (Danilo), sono interrogativi a cui dare responso. Per una nuova era. Una nuova Inter.