Antonio Conte
Antonio Conte

Milano, 2 giugno 2019 - Due giorni da allenatore dell’Inter e Antonio Conte ha già incrociato i primi contestatori. A Madrid, insieme a tutto lo stato maggiore del club, ci è andato per incontrare Jindong Zhang (e il vertice c’è stato) ma, nel camminare per le strade della capitale a poche ore dalla finale di Champions, si è beccato anche del «mercenario» da un sostenitore in bianconero che poco ha gradito il matrimonio appena avvenuto. A Torino, nella notte tra venerdì e sabato, è apparso anche uno striscione insultante nei suoi confronti. L’ex ct ha spalle abbastanza larghe da poter andare oltre, anche perché nello stesso giorno c’è stato anche qualche tifoso nerazzurro che lo ha invece fermato per i selfie di rito.

Ci sono poi motivi ulteriori per sorridere, da parte di Conte: l’incontro con il grande capo di Suning ha sancito la fine di una rincorsa durata un paio d’anni. Da tempo la proprietà cinese stava pensando a lui per il salto di qualità definitivo, l’ingresso di Marotta in società ha fatto da collante ulteriore per arrivare a dama. Nell’opera di convincimento la famiglia Zhang ha condito il tutto con un lauto ingaggio e la promessa di un mercato che resterà nei margini del Fair Play Finanziario ma non sarà povero di investimenti. Godin è un acquisto definito, Dzeko e Barella innesti per i quali è già stato definito l’accordo con i giocatori (in settimana si lavorerà con i club di appartenenza) mentre per Moses serve l’ok del Chelsea e anche del Fenerbahce, al quale il nigeriano è in prestito per un altro anno.

Per Chiesa si sta aspettando il completamento della svolta societaria alla Fiorentina, ma ci sono vecchi discorsi con papà Enrico molto ben avviati. L’eventuale arrivo di Commisso potrebbe cambiare tutto, la volontà di prenderlo resta. Quanto a Icardi, allenatore e dirigenza sono d’accordo sulla cessione, ma è opinione comune che non sarà così semplice trovargli una destinazione e che quindi non si possa forzare la mano: più si spingerà per l’addio, meno sarà facile recuperarlo alla causa se nessuno lo acquisterà. C’è già l’erede designato, Romelu Lukaku, altro elemento per il quale i discorsi con l’entourage sono più che avviati (l’agente dell’attaccante è Federico Pastorello, grande amico di Conte). Più difficilmente si troverà la quadratura per lo scambio con Dybala: la Juve non sembra intenzionata a risolvere un problema all’Inter e la “Joya” ha tutta l’intenzione di riprendere quota nelle gerarchie interne alla Signora.