Mauro Icardi
Mauro Icardi

Milano, 17 giugno 2019 - Il traguardo di fine mercato è lontano, ma quello del 30 giugno lo è meno. È come se fosse un intermedio su una virtuale pista da corsa, in cui l’Inter sta viaggiando alla ricerca di una nuova fisionomia e di un’era finalmente splendente. L’optimum, per Antonio Conte, sarebbe quello di arrivare all’8 luglio con i tre tasselli richiesti in prima battuta (Barella, Dzeko e Lazaro) per poi sperare in un’evoluzione positiva del caso Icardi che porti alla cessione dell’argentino e all’innesto di Lukaku. La seconda parte della storia, probabilmente, si scriverà solo tra luglio e agosto (se mai ci si arriverà) ma se la prima terminerà col lieto fine servirà fare spazio. Va bene i tanti impegni, ma non si può stare in una rosa in sovrannumero sperando che non ci siano mal di pancia in aggiunta. Qualcuno dovrà fare le valigie.

L’arrivo di Diego Godin, ad esempio, potrebbe sancire l’addio di Joao Miranda, considerando anche che D’Ambrosio dovrebbe agire da centrale della difesa a tre e non da esterno a tutta fascia del centrocampo a cinque. Ciò vuol dire un concorrente in più per un posto, ma a quasi 35 anni (li compirà a settembre) l’esperto brasiliano potrebbe optare per il ritorno in patria. Un altro che potrebbe raggiungere la terra natia è Joao Mario, già poco coinvolto nel progetto di Spalletti, lo sarà ancor meno sotto la dinastia Conte. L’ostacolo è l’ingaggio da 2,7 milioni di euro, lo Sporting Lisbona (da cui è stato acquistato e che lo riabbraccerebbe) non può mettere sul piatto così tanti soldi e non ha in rosa giocatori che all’Inter fanno gola. Potrebbe restare Borja Valero, come vice-Brozovic, considerando che a centrocampo servirà numericamente un giocatore in più nel 3-5-2. Perisic potrebbe essere dirottato a sinistra e allora sarà Dalbert, che ha mercato in Francia, a doversi cercare una sistemazione. Infine Icardi, ultimo ma non ultimo, perché il suo nome è in cima alla lista dei partenti. Fosse per Conte non lo vorrebbe nemmeno al ritiro. Vi parteciperà, salvo sorprese, solo per non incorrere in problemi legali, ma che sia fuori dalle idee dell’allenatore è ormai noto persino ai muri.