Antonio Candreva
Antonio Candreva

Milano, 5 settembre 2018 - Dalla lista delle cessioni a quella della Champions, bastano un gol e una manciata di minuti: la sorte di Antonio Candreva probabilmente è cambiata sabato scorso, perché nel 3-0 dell’Inter a Bologna, più del primo gol di Nainggolan, aveva fatto notizia la sua marcatura, con cui ha azzerato cinquecentoquattro giorni di crisi. Era subentrato a Keita al 79’, e gli sono bastati 180” per raccogliere l’assist di Perisic e scaraventare in rete la palla del raddoppio. Facile no? No, perché Candreva, in maglia nerazzurra, non segnava dal derby di aprile del 2017: tanto, troppo tempo per un giocatore dalle qualità indiscusse. E nonostante nello scorso campionato fosse stato il primo della squadra per occasioni create e secondo per assist dietro a Perisic, il rapporto d’amore e d’applausi conl’Inter e i suoi tifosi, si era lentamente trasformato in fischi e contestazioni. L’epilogo sembrava ad un passo, quando all’inizio di agosto la società l’aveva inserito nella trattativa Keita-Monaco, e qualche club spagnolo sondava il terreno per assicurarsi le prestazioni del giocatore. Ma l’affare col club francese si era concluso a prescindere, e all’ipotesi Liga, Candreva aveva ribadito un no secco.

Evidentemente alla causa nerazzurra, l’esterno romano tiene molto; al punto di volersi giocare le sue possibilità in mezzo a una fitta concorrenza (oltre a Keita, l’Inter a fine giugno aveva accolto Politano, teoricamente più incline al gol rispetto al compagno). Dalla parte di Candreva tuttavia si è sempre schierato Luciano Spalletti, che l’ha sempre ritenuto un elemento utile al progetto e non l’ha mai escluso dalla rosa. Comprensibile, perché se si guarda alla carriera del classe ’87, il basso rendimento e la scarsità realizzativa, costituiscono un’anomalia riducibile alla scorsa annata. La Serie A 2017/18 è stata sicuramente un’annata nefasta per il trentunenne romano, e lo dimostrano sia i dati (cento tiri verso la porta, zero gol) che il suo modo di stare in campo: in un sistema di gioco con un baricentro sempre più alto, Candreva faticava ad essere incisivo e tendeva a commettere sempre gli stessi errori, nonostante le qualità tecniche, la resistenza e la coordinazione.

Ma quest'anno è partito sotto un’altra luce, l’Inter giocherà tre competizioni, e in un ipotetico cambio di modulo, magari un 433, potrebbe trovare la sua dimensione ideale e rappresentare più di un’alternativa a Politano. Intanto, per lui, è momento di nascite e rinascita: alla compagna Allegra e al figlio in arrivo era andata la dedica dopo il gol al Dall’Ara.