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10 giu 2022

Scuola, digitale e meno burocrazia. Appello delle aziende alla politica

“Voci di impresa“, il Centro studi Grande Milano dà la parola a imprenditori, manager ed esperti

10 giu 2022
Centro Studi Grande Milano Voci di Impresa, Gianmario Verona Rettore Università Bocconi, 
10 Giugno 2022, 
ANSA/MARCO OTTICO
Gianmario Verona, rettore dell’università Bocconi di Milano
Centro Studi Grande Milano Voci di Impresa, Gianmario Verona Rettore Università Bocconi, 
10 Giugno 2022, 
ANSA/MARCO OTTICO
Gianmario Verona, rettore dell’università Bocconi di Milano

Milano, 11 giugno 2022 -  Nuova formazione , semplificazione, competitività. Sollecitazioni che una platea variegata di capitani d’impresa ha rivolto idealmente "al governo, all’Europa e alle università " nel corso dell’incontro "Voci di impresa" promosso ieri nel capoluogo lombardo dal Centro Studi Grande Milano. All’evento hanno preso parte anche l’eurodeputata Irene Tinagli, e Gianmario Verona, rettore dell’università Bocconi di Milano. "Il contesto è di grandissima trasformazione, con una nuova rivoluzione industriale basata sull’intelligenza artificiale", ricorda Sandro Neri, direttore del “Giorno“, e non mancano le difficoltà "fra inflazione, spread e un cambio tecnologico molto forte in corsa, soprattutto per l’automotive", dice Alessandro De Martino presidente Cresci. Da qui la necessità di "riflessioni sulle strategie da adottare" sottolinea Daniela Mainini, presidente del Centro Studi Grande Milano. Uno dei temi è il divario tra domanda e offerta di lavoro. "Nei prossimi dieci anni lo sviluppo di nuove tecnologie come Blockchain, intelligenza artificiale e cloud porterà a un aumento della domanda del 50% di competenze digitali. Se non inauguriamo una nuova strategia per la formazione, mettendo assieme tutti, il rischio è che le imprese cerchino i talenti fuori dall’Italia", sottolinea Francesco Durante, ad di Sisal.

«Le aziende dovrebbero per prime prendersi le proprie responsabilità perché sanno già quali saranno i posti di lavoro disponibili nei prossimi anni. Il punto è mostrare questi posti ai giovani. Noi lo facciamo con la Digital Academy e Step, il nostro museo del futuro", afferma Alberto Calcagno, ad di Fastweb. "Per aiutare i ragazzi a entrare nel mondo del lavoro dovremmo ridurre il cuneo fiscale", rimarca Marco Nocivelli, ad di Epta. Altro punto: la burocrazia. "Serve una semplificazione smart", sollecita Stefano Achermann, ad di Be Shaping the Future. "Fondamentale, perché le nostre piccole medie imprese in Lombardia sono internazionalizzate", gli fa eco Simone Maci, responsabile Mercato Imprese di Bper Banca. "Dovremo lavorare anche sul modello di successo professionale", riflette Nicola Losito, vice presidente di Ibm Technology mentre per Manuela Soffientini, ad di Electrolux, la partita decisiva è "mettere a pieno regime la produttività per evitare di non essere competitivi nei confronti di Paesi come la Polonia". Per Gianmario Verona, rettore dell’università Bocconi di Milano, "è necessario riformare strutturalmente la scuola, ancora orientata al Novecento e distante dal mondo tecnico e dalla cultura flessibile. A 13 anni si è costretti a scegliere se essere un umanista o un piccolo scienziato: un errore madornale in un mondo dove servono competenze incrociate". "Tutte le volte che si è provato a fare una riforma nel mondo della scuola ci si è scontrati con resistenze pazzesche ma è una sfida fondamentale per l’Italia" sottolinea Irene Tinagli, parlamentare europea del Pd.

 

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